Giustizia, Forza Italia accelera e rilancia: "Referendum il prima possibile. La legge sulla responsabilità dei magistrati va modificata" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:49

Giustizia, Forza Italia accelera e rilancia: "Referendum il prima possibile. La legge sulla responsabilità dei magistrati va modificata"

Il deputato azzurro Enrico Costa ad Affaritaliani

Di Alberto Maggi

"C'è evidentemente chi punta ad arrivare a ottobre-novembre 2026 con la riforma approvata, ma senza leggi attuative, in modo da scongiurare il sorteggio per il CSM"


"Il fronte del No sta cercando di ritardare il referendum perché vuole mantenere le mani delle correnti sul Csm anche in caso di vittoria del Si'". Enrico Costa, deputato di Forza Italia e membro della Commissione giustizia alla Camera, intervistato da Affaritaliani, risponde così alla domanda su quale sia la data migliore per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia.

"Infatti, più tardi si celebra il referendum, più tardi si incardinano le leggi attuative, più si restringe la finestra per approvarle entro la convocazione delle prossime elezioni del CSM (ottobre-novembre 2026); aggiungendo un po' di ostruzionismo alle Camere i tempi si dilatano ulteriormente. C'è evidentemente chi punta ad arrivare a ottobre-novembre 2026 con la riforma approvata, ma senza leggi attuative, in modo da scongiurare il sorteggio. Ovviamente sarebbe un'interpretazione strampalata, ma qualcuno ci proverebbe, statene certi, come sta provando oggi a dire che il referendum non si può indire fino alla fine della raccolta delle firme. Questo disegno resterà nella mente di chi non si rassegna ad un CSM che non sia più in mano alle correnti, e non troverà applicazione, perché il Parlamento lavorerà per dare attuazione tempestivamente alla riforma. Quindi ritengo doveroso che, in conformità alla legge, le elezioni vengano convocate tempestivamente", spiega il parlamentare di Forza Italia.

E alla domanda se il governo e la maggioranza abbiano altre riforme in cantiere sulla giustizia, come la responsabilità civile dei magistrati, Costa risponde: "Quanto alla responsabilità civile sono convinto che l'attuale legge faccia acqua da tutte le parti. Basta osservare i numeri. In 15 anni solo 15 sentenze sfavorevoli allo Stato per responsabilità civile dei magistrati (perché le cause di responsabilità civile vengono avviate contro lo Stato, essendo indiretta la responsabilità delle toghe. Solo in caso di condanna dello Stato vi è azione di rivalsa nei confronti del magistrato). Ricapitoliamo: dal 2010 al 2025, quindi in 15 anni sono state avviate 872 cause di responsabilità civile nei confronti dei magistrati. Dal 2010 ad oggi ci sono state 372 pronunzie definitive. Dal 2010 ad oggi lo Stato ha subito solo 15 sentenze sfavorevoli allo Stato (1,7% delle cause iscritte). Nell'ultimo anno sono state pronunciate 61 sentenze. Quelle sfavorevoli allo Stato sono state 3. Alcune cause certamente si sono infrante contro il filtro di ammissibilità, soppresso dalla riforma del 2015, altre sono state rigettate, altre ancora sono ancora in corso. Ma la tendenza è chiara", aggiunge Costa.

"Quando venne approvata la legge del 2015 si è prevista, nella relazione tecnica, una proiezione di aumento delle condanne, prevedendo 10 condanne l’anno per una cifra complessiva di 540.000 euro. Era una cifra minima se si pensa ai numeri della responsabilità professionale nei vari settori. Ma a superare di poco le 10 condanne ci sono voluti molti anni. Sono dati chiarissimi che dimostrano che la legge vada modificata. Tutto ruota intorno alla clausola in base alla quale “non può dar luogo a responsabilità l'attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove”, che rappresenta lo scoglio sul quale si infrange la responsabilità civile. Ma la “valutazione del fatto e della prova” rappresenta anche l’essenza del delicato lavoro del magistrato: se in quella fase ci sono errori che danneggiano il cittadino, perché questi non può chiederne conto? Se un medico sbaglia una diagnosi, un ingegnere sbaglia un calcolo, un sindaco sbaglia una delibera, si attivano meccanismi di responsabilità, che per i magistrati sono inimmaginabili. Quello dell’autonomia e indipendenza è ormai lo scudo che esonera dal dover rispondere degli errori", conclude il deputato di Forza Italia Costa.

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