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Senato, Alfano tiene in pugno Renzi. Maggioranza a rischio

Enti Locali, il voto sul ddl dimostra che l’Ncd può far cadere Renzi quando vuole

Senato, Alfano tiene in pugno Renzi. Maggioranza a rischio
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INSIGHT – Il voto al Senato sul ddl Enti Locali ha dimostrato in modo inequivocabile che Angelino Alfano, prima ancora di Denis Verdini, ha in mano le sorti della maggioranza e del governo Renzi. Tabulati alla mano…

Il voto al Senato sul ddl Enti Locali ha dimostrato in modo inequivocabile che Angelino Alfano, prima ancora di Denis Verdini, ha in mano le sorti della maggioranza e del governo Renzi. Tabulati alla mano, infatti, 112 sono stati i voti a favore di senatori Pd, 17 delle autonomie, 29 di Area Popolare (su 31, con due senatori assenti giustificati), 6 di senatori del Misto e 3 di Gal. A questi voti si aggiungono quelli favorevoli di 13 (su 18) esponenti di Ala (i verdiniani), delle tre senatrici di Fare! (il movimento dell’ex leghista Tosi) e del senatore Maurizio Rossi. Per un totale di 184 voti a favore. E’ evidente quindi che senza apporti esterni Renzi conta su 167 voti contro i 161 della maggioranza assoluta a Palazzo Madama. E nelle scorse settimane i mal di pancia centristi, guidati da Renato Schifani, erano proprio 6-7, ovvero il numero necessario per togliere la maggioranza al premier o comunque per rendere necessari i voti dei verdiniani e delle senatrici di Tosi. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il presidente del Consiglio avrebbe promesso al ministro dell’Interno – e ai suoi parlamentari – una revisione della legge elettorale in cambio del pieno sostegno in Aula all’esecutivo. Nelle prossime settimane, e comunque prima del referendum istituzionale, si aprirà il cantiere per rivedere l’Italicum. Già a settembre in Parlamento si cercherà una maggioranza per inserire nella legge elettorale la possibilità di formare coalizioni. Un passo indietro rispetto all’attuale struttura dell’Italicum che fa comunque comodo a Renzi, visto che nei ballottaggi del 19 giugno e in tutti i sondaggi usciti finora il Pd soccombe al secondo turno contro i 5 Stelle. I Democratici lasceranno che sia Ncd-Area Popolare ad aprire il cantiere dell’Italicum ma non si opporranno alle modifiche. La revisione della legge elettorale servirà sia se al referendum vincono i sì sia se a prevalere fossero i no, estendendola in quela caso anche al Senato.