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Expo, Renzi: “Ci metto la faccia. Stop ai delinquenti, non ai lavori”

Il premier fiducioso alla vigilia dell’incontro con i vertici e le istituzioni. Il commissario Sala: mai visto Greganti.
Il Pd di Torino sospende il ‘compagno G’. L’imprenditore vicentino Maltauro ha ammesso lo scambio di mazzette

E’ stata una giornata all’insegna degli interrogatori delle persone arrestate nell’inchiesta sulla nuova Tangentopoli a Milano che ha scatenato una bufera su Expo. Ma è stata anche una giornata in cui si tenta di ripartire da tutto ciò che c’è da salvare nell’Esposizione Universale del 2015 per ripartire con i lavori. Va in questo senso la dichiarazione del presidente del consiglio, Matteo Renzi, che dice: “Fermiamo i delinquenti, non i lavori”. E quella del commissario unico Giuseppe Sala che, sentito in commissione antimafia, assicura: “La Procura ci dice di andare avanti” con lavori e appalti, perché i ritardi accumulati non ammettono più dilazioni.

Interrogato in carcere ha ammesso i fatti “nella loro materialità” così come sono stati contestati. L’imprenditore Enrico Maltauro si è riservato però di chiarire la sua posizione davanti ai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio. Maltauro era stato filmato dagli investigatori mentre prendeva accordi con un’altra delle persone arrestate, Sergio Cattozzo, ex esponente ligure dell’Udc. Insieme a loro, sono finiti in carcere anche l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario Pci Primo Greganti, il manager di Expo Angelo Paris e l’ex senatore Fi-Pdl Luigi Grillo. A differenza di Maltauro Grillo ha negato tutto: “Non mi sono mai occupato di appalti, nemmeno mi sono mai interessato dell’Expo. Mai ho preso soldi per alcun motivo”  ha detto ai magistrati e ha aggiunto: “Conosco Giastefano Frigerio e Sergio Cattozzo da trent’anni, ma questo è tutto”.

E mentre in carcere è il giorno degli interrogatori di garanzia, in commissione Antimafia è il momento di ascoltare il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala che ha detto di non aver mai assunto raccomandati politicamente e di non aver mai parlato con personaggi coinvolti nell’inchiesta. “A oggi – ha aggiunto – non c’è stata alcuna indicazione dalla Procura di fermare o rivedere alcune delle gare già assegnate. La Procura ci sta dicendo di andare avanti”. Ripensato al proprio operato nella vicenda, ha però aggiunto: “Di fronte alla complessità dei lavori, la prima cosa che segnalai dopo la mia nomina era di fare una gara per il general contractor a cui affidare il cantiere. La proposta fu respinta dal Comune di Milano, perchè c’era già Infrastrutture Lombarde. Ho fatto un errore a non insistere di più”. I vertici di Infrastrutture Lombarde sono già stati coinvolti in un’inchiesta su vicende anche legate ad Expo.