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Extraprofitti, la Lega rincara la dose: “Incomprensibile il no di FI a un contributo delle banche”

Il Carroccio è già al lavoro su un documento da presentare in Aula, ispirato al modello spagnolo, per un prelievo del 5% che garantirebbe tra i 2 e i 3 miliardi da destinare a famiglie, imprese e sicurezza

Extraprofitti, la Lega rincara la dose: “Incomprensibile il no di FI a un contributo delle banche”

“Assurdo dire no alla tassa sulle banche con 50 miliardi di utili”

È “incomprensibile” per la Lega il no di Forza Italia al contributo delle banche, tanto che il Carroccio “è già al lavoro su un documento da presentare in Aula, prendendo come riferimento anche il precedente spagnolo”. A riferirlo sono fonti della Lega, al termine dell’evento “A tua difesa – Verso la finanziaria 2027″, organizzato dal partito e dedicato alla prossima legge di bilancio. Secondo quanto diffuso in una nota, tra il pubblico presente alle Officine Farneto di Roma – composto da amministratori, militanti e rappresentanti dei territori – “cresce l’insofferenza verso i continui ‘no’ di alcuni alleati di governo, che rischiano di rallentare riforme e misure attese da famiglie e imprese”. In particolare, “viene giudicata incomprensibile la contrarietà di Forza Italia a un contributo da parte delle banche, a fronte di oltre 50 miliardi di utili: un contributo del 5% potrebbe garantire tra i 2 e i 3 miliardi di euro di risorse da destinare al sostegno di famiglie e imprese e al rafforzamento della sicurezza”.

La questione del contributo degli istituti di credito è destinata dunque a tornare al centro del confronto sulla prossima manovra. La Lega, proseguono le fonti, è già al lavoro su un documento da presentare in Aula sul contributo delle banche, prendendo come riferimento anche il precedente spagnolo. Il riferimento è alla tassa sugli extraprofitti bancari approvata a fine 2024 e valida per il triennio 2025-2027. La misura colpisce con un’aliquota progressiva i margini di interesse e le commissioni degli istituti di credito, prevedendo un prelievo maggiorato per i gruppi che superano i 5 miliardi di euro di ricavi. Secondo i dati raccolti dall’agenzia Efe, le sei principali banche spagnole hanno versato a giugno circa 550 milioni di euro come prima rata dell’imposta, a fronte di utili semestrali che hanno superato i 17 miliardi di euro. Per l’anno in corso il gettito complessivo atteso dalla misura è stimato in 1,7 miliardi.

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Sul tema è intervenuto anche il senatore leghista Claudio Borghi Aquilini: “La politica deve avere il coraggio di fare delle scelte nel momento in cui ci sono delle esigenze evidenti, come per esempio abbassare le accise. Le scelte sono: prendo i soldi dai pensionati, dai cittadini o similari, oppure chiedo un piccolo contributo alle banche? Un settore che quando le cose vanno male viene aiutato e quando le cose vanno bene fanno enormi utili grazie a commissioni e margine di interesse, senza contribuire nemmeno all’aumento dell’occupazione”.

E ancora: “Lo dico a Tajani, che quando sente parlare di tasse gli viene l’itterizia. C’è un piccolo problema: in un sistema a bilancio pareggiato, come quello che ci impone il Patto di Stabilità, se non le paga qualcuno quelle tasse per i servizi rivolti ai cittadini le pagano i cittadini stessi”, aggiunge. “Il politico di Roma, tanto odiato da qualche governatore, è uno che non solo deve produrre le risorse per spendere, ma è anche uno che si deve prendere la responsabilità di procurarseli questi soldi”, prosegue Borghi. “Ecco, se io devo procurarmi un piccolo contributo da qualcuno è tanto sbagliato chiedere il 5% al settore bancario? La differenza fra quanto loro incassano e quanto invece pagano. Sarebbe un gettito di circa 2 miliardi per un settore che fa da tre anni 50 miliardi di utili, quindi non stiamo parlando di espropri proletari, ma di un piccolo contributo, in modo tale da riuscire a far sì che gli italiani abbiano un minimo di sollievo”.

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