Caso Fakir, l’avvocato Fabio Anselmo accusa lo Stato. La Lega: “Parole inaccettabili”
Dopo l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine, è l’affondo dell’avvocato della famiglia a tenere banco. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia LaPresse, il legale Fabio Anselmo ha parlato apertamente di un “caso di Stato“, sostenendo che sia stato il governo a determinare, di fatto, che Fakir dovesse morire in quel modo e che questo fosse considerato accettabile. Le parole arrivano nello stesso giorno in cui i primi riscontri dell’esame autoptico confermerebbero quanto già emerso dalla Tac eseguita in precedenza: un’abbondante quantità di sangue nei polmoni, compatibile con un’ipotesi di morte per asfissia legata a fratture costali. Restano comunque valutazioni preliminari: saranno i periti nominati dalla Procura di Bologna a stabilire, entro novanta giorni, se l’emorragia sia stata la causa diretta del decesso o una concausa insieme ad altri fattori.
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Nel mirino del legale sono finiti in particolare gli interventi della premier Giorgia Meloni, del vicepremier Matteo Salvini e soprattutto le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che aveva espresso fiducia nella correttezza dell’operato degli agenti, parlando di adeguatezza e ponderatezza nella gestione dell’intervento. Secondo Anselmo, prese di posizione di questo tipo, arrivate da chi ha la responsabilità politica delle forze dell’ordine coinvolte, rappresenterebbero una forma di pressione sull’attività giudiziaria ancora in corso.
Alle parole dell’avvocato ha risposto direttamente il vicepremier Matteo Salvini, che sui social della Lega ha bollato la dichiarazione di Anselmo come grave e inaccettabile, schierandosi apertamente dalla parte degli agenti e degli operatori del soccorso intervenuti quella sera. “Frasi gravi e inaccettabili. Giù le mani da Polizia e Croce Rossa”, il post della Lega su X. Gli esiti medico-legali dovranno ora essere incrociati con il materiale video già acquisito dagli inquirenti, che comprende sia riprese di alcuni residenti sia le immagini girate dalla bodycam in dotazione a uno degli agenti intervenuti. Le sequenze documentano almeno in parte le fasi dell’immobilizzazione dell’uomo e potrebbero offrire elementi utili a ricostruire con maggiore precisione la dinamica precedente al decesso.
Frasi gravi e inaccettabili. Giù le mani da Polizia e Croce Rossa. pic.twitter.com/6G40LY0zgj
— Lega (@LegaSalvini) July 24, 2026

