Punti chiave
- Mattarella: la Costituzione è la “casa comune” degli italiani
- Mattarella contro lo sfruttamento commerciale dello spazio
- Mattarella: “Ottimista sul futuro, solidi i nostri valori nazionali”
- Mattarella ai giovani: “L’immigrazione è anche la nostra storia”
- Festa della Repubblica, ai Fori Imperiali la parata per gli 80 anni: chiusura con le Frecce Tricolori
- Funzionari polizia, democrazia patrimonio da custodire
- Sindaci aprono la parata, 280 i Comuni
- Ruotolo (Pd), tornare a spirito originario Repubblica
- Mattarella in tribuna per assistere a parata
- Vigili del fuoco 'vestono' di tricolore il Colosseo
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha richiamato anche i temi del cambiamento climatico, i cui effetti “sono sotto gli occhi di tutti”, la necessità di eliminare le “zone franche” nella tutela del lavoro e l’urgenza di politiche per la famiglia contro la denatalità.
Nel giorno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, Mattarella ha ricordato il valore del 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero di archiviare la monarchia e avviare un nuovo percorso per il Paese.
Quel giorno, ha sottolineato, aprì una fase che permise all’Italia di crescere, rafforzare la società e garantire libertà e diritti sociali. Una ricorrenza da ricordare perché celebra “un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, una “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà”.
È questo il messaggio al centro del racconto del 2 giugno, tra immagini, canzoni e video dalla piazza.
Nel confronto con i giovani, Mattarella ha parlato anche dei rischi legati allo spazio e al suo possibile utilizzo per fini commerciali e militari.
“Anche qui vi sono alcuni potentati finanziari che si immettono nello spazio vedendo lì un ambito in cui guadagnare e svolgere affari. Ora lo sfruttamento commerciale dello spazio non è accettabile, anche perché se avvenisse aprirebbe la strada a un altro, ancor più grave pericolo: la militarizzazione dello spazio, per fare di quella dimensione un ambito, uno scenario, anche lì, di guerre e di conflitti”.
Il capo dello Stato ha poi rilanciato l’allarme sugli attacchi al multilateralismo e al diritto internazionale, definendoli uno dei problemi centrali di questi anni.
“Da tempo si sta verificando il tentativo di demolire, rimuovere, accantonare il sistema multilaterale e il diritto internazionale, per sostituirvi il criterio dei rapporti di forza, con un grave ritorno fortemente indietro della storia, come per riconsegnare alla barbarie i rapporti internazionali. Per l’Italia invece – assicura – il multilateralismo è indispensabile”.
Mattarella ha quindi richiamato le crisi del passato, citando quella di Cuba, e ha osservato che forse si riuscì a uscirne anche perché allora “non c’erano uomini soli al comando”.
Il presidente della Repubblica ha riconosciuto l’esistenza di tensioni e disagi legati a questioni etniche, ma ha invitato a non confonderli con il quadro generale della società italiana.
“Alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società e non vanno confusi. Ma io- sottolinea – sono molto ottimista per il futuro, perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali”.
Prima di scendere nella piazza del Quirinale per il grande evento del 2 giugno, Mattarella ha risposto anche alle domande dei giovani sull’Intelligenza Artificiale, mettendo in guardia dalla concentrazione degli strumenti tecnologici in pochissime mani.
“Gli strumenti in questo settore sono concentrati in pochissime mani. Questa è una condizione inaccettabile, perché – spiega il capo dello Stato – sono soggetti che rifiutano regole e controlli. Un operatore di estrema ricchezza monopolista del settore che dice: “Ti assicuro un servizio efficiente, tu in cambio mi dai un pezzo della tua libertà”. Questo non potremmo consentirlo”.
Il presidente ha espresso preoccupazione anche per la corsa allo spazio fuori dal controllo degli Stati.
Sollecitato dalle domande dei ragazzi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha alternato ricordi personali, memoria storica e riflessioni politiche. Il capo dello Stato ha richiamato il ruolo delle migrazioni nella formazione del popolo italiano, ricordando le diverse influenze che hanno attraversato il Paese nel corso dei secoli.
“Noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d’Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo il problema dell’immigrazione, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo – sottolinea il capo dello Stato – anche la nostra storia. Dall’emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d’Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti. E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi – aggiunge – siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non lo consideriamo un problema”.
Roma ha celebrato gli 80 anni della Repubblica con la tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. Alla cerimonia hanno partecipato le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dopo l’omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria ha raggiunto via dei Fori Imperiali per presiedere la rivista militare.
Presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Tra i rappresentanti del governo anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
Ad aprire la cerimonia sono stati 250 sindaci arrivati da tutta Italia, in rappresentanza degli oltre 8.000 Comuni italiani. Dopo l’Inno nazionale eseguito da Andrea Bocelli con la Banda Interforze, hanno sfilato le bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, i gonfaloni di Regioni, Province e Comuni, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i vessilli delle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, tra cui Onu, Nato e Unione Europea.
Tra i momenti della mattinata anche il passaggio degli atleti dei gruppi sportivi di Forze Armate, Forze di polizia e Vigili del Fuoco. Prima di loro gli sportivi paralimpici, seguiti dagli atleti che hanno rappresentato l’Italia nelle principali competizioni internazionali, comprese le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina.
Nel corso della parata hanno sfilato il personale civile della Difesa, la sanità militare interforze, i cappellani militari, i veterani, le Forze Speciali delle quattro Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, l’Esercito, la Marina, l’Aeronautica, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.
Tra le novità del 2026, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria hanno sfilato per la prima volta in settori autonomi e dedicati. La Polizia di Stato, che celebra 174 anni di attività, ha aperto il proprio settore con la Bandiera recentemente insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile. La Polizia Penitenziaria ha invece sfilato per la prima volta in un settore esclusivo, con comandante, bandiera del Corpo, banda musicale, compagnia in armi e mezzi operativi.
Spazio anche ai Vigili del Fuoco, al Servizio Nazionale della Protezione Civile, al Servizio Civile Universale, alla Polizia Locale e Metropolitana di Roma Capitale, ai volontari della Croce Rossa Italiana e a una rappresentanza dell’Unità di Crisi della Farnesina e dei Consoli italiani all’estero.
A chiudere i reparti appiedati è stata la fanfara dei Bersaglieri, seguita dai reparti a cavallo dei Lancieri di Montebello, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, insieme all’Artiglieria a cavallo. La cerimonia si è conclusa con il sorvolo degli elicotteri delle amministrazioni statali e con il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno colorato il cielo di Roma con il tricolore.
“In occasione della Festa della Repubblica, l’Associazione nazionale funzionari di polizia rivolge il proprio pensiero ai valori che il 2 giugno rappresenta per l’intera comunità nazionale: libertà, democrazia, partecipazione e fedeltà alle istituzioni repubblicane“. E’ quanto si legge in una nota di Enzo Letizia segretario dell’associazione. “A ottant’anni dalla nascita della Repubblica – prosegue la nota -, questa ricorrenza continua a ricordarci che la democrazia non è una conquista definitiva, ma un patrimonio da custodire ogni giorno attraverso il rispetto delle regole, la coesione sociale e il servizio reso alla collettività. In tale contesto assume particolare significato la scelta di dedicare, nell’ambito delle celebrazioni, un intero settore alla Polizia di Stato. Una presenza importante che consente di valorizzate il lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia nelle attività di prevenzione, investigazione, ordine pubblico, contrasto al terrorismo, criminalità organizzata, cybercrime e tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione”.
Sono stati i sindaci ad ‘aprire’ la parata del 2 giugno in via dei Fori Imperiali, dopo gli onori iniziali. Duecentottanta i Comuni rappresentati (12 quelli capoluogo: Ascoli Piceno, Bari, Barletta, Brescia, Como, Crotone, Forlì, Napoli, Pordenone, Rieti, Roma e Terni); 58 le donne, tra sindache e assessore. In rappresentanza dell’Anci, il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il presidente Consiglio nazionale e sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il sindaco di Bari, Vito Leccese, il vice presidente, sindaco di Ginosa Marina (Taranto), Vito Parisi e il vice presidente, sindaco di Valdengo (Biella) Roberto Pella, il presidente di Anci Lazio e sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e la presidente di Anci Calabria, sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella.
“Oggi celebriamo il 2 giugno, ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana. Ottant’anni fa gli italiani e le italiane scelsero la Repubblica dopo gli anni della monarchia, del fascismo, della guerra e della dittatura. Scelsero la democrazia, la libertà, la partecipazione. Scelsero una Repubblica antifascista”, ha detto Sandro Ruotolo (Pd).
Scortato dai corazzieri a cavallo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto in via dei Fori Imperiali per assistere alla parata militare in occasione dell’80esimo anniversario della proclamazione della Repubblica. Dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli e gli onori militari, il capo dello Stato è stato salutato dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dalle altre autorità. Per il governo sono presenti, oltre al titolare della Difesa Guido Crosetto, anche i ministri Antonio Tajani, Carlo Nordio, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Cinquanta metri di altezza, quaranta di larghezza e 450 chili di peso: sono le misure del mega Tricolore da 2.000 metri quadrati che ottanta vigili del fuoco, in occasione dell’80° anniversario della Repubblica, hanno calato lungo la facciata più alta del Colosseo. Quella di quest’anno è un’edizione particolarmente significativa, il ventesimo anniversario della prima storica calata del Tricolore dal Colosseo, effettuata nel 2006 dagli specialisti Saf (Speleo alpino fluviale) del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Da allora, ogni 2 giugno, sono proprio gli operatori Saf a realizzare una delle immagini simbolo della Festa della Repubblica.
“2 giugno 1946 – 2 giugno 2026. 80° anniversario della Festa della Repubblica. Un pensiero a chi ogni giorno contribuisce, con il proprio lavoro e il proprio impegno, alla crescita del nostro Paese, e un ringraziamento ai costruttori di Pace. Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani”: lo scrive sui social il vicepremier Matteo Salvini.
“La festa della Repubblica che celebra orgogliosamente i suoi ottant’anni rilancia e rinsalda i valori fondanti della nostra comunità: pace, libertà e democrazia. Valori nei quali ci ritroviamo uniti nella della loro difesa grazie anche alla fedeltà alle istituzioni e all’amore per la Patria delle nostre Forze armate. Questo anniversario carico di significati arriva mentre in Medio Oriente si intravedono spiragli di pace e nel cuore dell’Europa, in Ucraina, libertà e democrazia vengono brutalmente aggrediti e messi in discussione dalla Federazione russa. Alla martoriata popolazione ucraina e a tutte le vittime di aggressioni ingiustificate va il convinto sostegno nel giorno in cui l’Italia esalta la sua natura libera e democratica”. Così il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulé.
“Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti. Quest’anno ricorrono anche gli 80 anni dal primo voto delle donne italiane. Un passaggio che oggi potrebbe sembrare scontato e che invece ci ricorda come fino al 1946 metà del Paese, la nostra, fosse senza alcuna ragione rimasta esclusa dal diritto di votare. La Repubblica come democrazia compiuta si realizza in quella scelta: la nostra piena cittadinanza politica e il nostro diritto di costruire il futuro del Paese. È una conquista, è la nostra eredità di donne e non possiamo dimenticarla. Auguri”. Lo scrive sui social la presidente di Azione ed ex ministra per le pari opportunità Elena Bonetti.
“Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione. Perché sono certo le grandi storie, ma anche – e forse soprattutto – le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell’Italia la straordinaria nazione che è oggi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, celebra sui social il 2 giugno. “Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale – sottolinea -. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future”.
“L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio, inviato, in occasione della Festa della Repubblica, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano.
“Oggi, 2 giugno, celebriamo la Repubblica, fondata sui valori della democrazia e della libertà. La scuola costituzionale custodisce e rinnova ogni giorno questo patrimonio, per costruire il futuro con il merito, l’impegno e il senso delle istituzioni”. Lo afferma su Instagram, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
“Oggi celebriamo la nascita della nostra Repubblica, rendendo omaggio a chi l’ha servita, difesa e fatta crescere, ieri come oggi, rinnovando l’orgoglio di essere italiani. Un’Italia che continua a custodire i valori di libertà, democrazia e unità nazionale su cui si fonda il nostro Paese, come sancito dalla Costituzione. Ad accompagnare questa giornata, quest’anno, il francobollo celebrativo degli 80 anni dalla sua nascita, presentato nei giorni scorsi al Quirinale al Presidente Sergio Mattarella, simbolo di memoria e identità nazionale. Viva la Repubblica. Viva l’Italia!: lo afferma il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso in un post su X.

