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Fascismo, Fiano: “Legge liberticida? Si vieta la propaganda, non le opinioni”

Il deputato dem spiega: “Non voglio occuparmi del passato, ma del presente, perché viviamo un momento pericoloso. Però dichiararsi fascista non sarà reato”

Fascismo, Fiano: “Legge liberticida? Si vieta la propaganda, non le opinioni”
fiano

In questi giorni si è spesso rievocata la figura di suo padre. Nedo Fiano, sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz, è ancora oggi il simbolo della memoria antifascista, sebbene l’età e le condizioni di salute ormai da tempo non gli consentano più di girare l’Italia per parlarne ai giovani.

Ma anche suo figlio Emanuele, parlamentare del Partito Democratico, è testimone di un pericolo che considera ancora vivo: “Da quanti anni vivo sotto scorta? Diciamo parecchi… Non ho problemi a parlarne, ma non mi va di dare elementi più precisi in merito. È chiaro che alla lunga ci si abitua a tutto e anche a questo, visto tra l’altro che anche in questi giorni sono stato oggetto di attenzioni non certo piacevoli… ma sono sereno perché quando qualcuno va oltre io sporgo denuncia e ho fiducia nelle forze nell’ordine”. 

“Questi giorni” sono quelli del dibattito in merito alla legge contro la propaganda fascista, proposta della quale Fiano è il primo firmatario. Il testo è arrivato alla discussione generale in Parlamento e si prevede il voto entro una settimana. 

Dentro e fuori dalla Camera, si è molto parlato del presunto carattere “liberticida” di questa legge, valutazione che ha aperto un solco tra i Dem e il Movimento 5 Stelle: “Dicano pure quello che vogliono – commenta l’On. Fianoma io sto dalla parte della Costituzione, la quale ha dato una sola preclusione: la ricostituzione del partito fascista. Nel 1952 il governo della DC ha recepito questo principio in una legge che ha introdotto i concetti di apologia e propaganda del fascismo. Io ho semplicemente innovato e ampliato il testo, attualizzandolo, ma non mi occupo affatto della libertà di opinione! La legge riguarda la propaganda, non l’espressione delle proprie idee. Se una persona dirà di essere fascista, non sarà comunque un reato”

On. Fiano, cosa cambierà, in concreto, in seguito all’introduzione di questa legge?
“I punti fondamentali sono due. Viene esplicitato il divieto di produrre di oggetti e simboli riconducibili al fascismo, così come quello di fare gesti come il saluto romano, del quale spesso si discute. Inoltre, viene introdotto il concetto della propaganda via Internet come aggravante, visto che oggi la comunicazione online è preponderante. Nel 1952 non era certo possibile prevedere comportamenti che si sarebbero verificati solo nel futuro, mentre oggi è necessario attualizzare la legge”

Si è molto discusso dello stabilimento balneare di Chioggia, con diversi richiami alla simbologia fascista: cose del genere saranno punite?
“Non ho esaminato bene la situazione di Chioggia, ma ho la sensazione che già con le leggi attuali si tratti di comportamenti fuori dalle norme. Sicuramente con questa legge il magistrato avrà la possibilità di contestare più fattispecie di reato”

Un altro caso recentissimo: alcuni tifosi dell’Hellas Verona hanno festeggiato il ritorno della loro squadra in Serie A inneggiando a Hitler. Ritiene che ci troviamo di fronte a un’emergenza neofascista e neonazista?
“Io credo di sì. E non solamente in Italia. Purtroppo per molti il mio segnale di allarme è ridondante, ma anche nel resto d’Europa vedo un contesto preoccupante, nel quale le crescenti disuguaglianze sociali, l’impoverimento diffuso e la rabbia si mescolano con un fenomeno come l’immigrazione diffusa, andando a formare un terreno fertilissimo per la diffusione di comportamenti finalizzati alla sopraffazione e alla discriminazione. Diciamolo chiaramente: io non voglio occuparmi del passato, ma del presente. È la situazione di oggi che mi preoccupa”

Spesso l’ANPI e altre associazioni antifasciste segnalano iniziative che sul piano formale perseguono obiettivi sociali più che condivisibili, ma che sarebbero organizzate da parte di gruppi vicini alla galassia dell’estrema destra allo scopo di accreditarsi nei confronti dell’opinione pubblica. Questa legge si occupa anche di questo tema?
“No, nella legge serve una determinatezza della tipologia di reato, mentre per il resto dobbiamo ovviamente rimanere nei limiti che ci dà la Costituzione, la quale permette a tutti di esprimere la propria idea. Iniziative di questo genere possono essere vietate solo se a organizzarle sono associazioni messe fuori legge o se, a un certo punto, diventano comizi per la propaganda nazifascista”

Nel commentare la sua iniziativa, c’è chi sostiene che i divieti non siano la strada giusta e che sarebbe meglio lavorare sull’educazione: lei cosa ne pensa?
“Penso che le due cose siano diverse tra loro e non si escludano vicendevolmente, anzi. Quando dico che bisogna punire la propaganda nazifascista su Internet è perché basta pochissimo perché chiunque possa andare in Rete e, senza alcun filtro, estrapolare discorsi del passato e proporli come ricetta per i problemi di oggi. Intanto questo va fermato, poi è chiaro che la cultura e l’educazione sono fondamentali”.