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FN, Vannacci lancia l’Italia del futuro: nel programma “Patriarcato mediterraneo”, remigrazione e fisco. Via il femminicidio

Pubblicata la prima parte della “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027-2037”

FN, Vannacci lancia l’Italia del futuro: nel programma “Patriarcato mediterraneo”, remigrazione e fisco. Via il femminicidio

Futuro nazionale mette nero su bianco la propria base programmatica in vista delle prossime elezioni. Il documento, intitolato “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro 2027-2037”, definisce il partito come un movimento “radicato nella tradizione romana e cristiana” e intenzionato a proporsi come forza di “destra patriottica e identitaria”. Il testo affronta numerosi temi, dall’economia alla politica fiscale, dalla questione migratoria alla regolazione della concessione della cittadinanza italiana. Ma tra i passaggi destinati a far discutere ci sono anche quelli dedicati alla violenza sulle donne e al ruolo della famiglia e della società.

Futuro nazionale ribadisce il proprio no all’introduzione di una figura autonoma di reato di femminicidio e propone, in alternativa, il concetto di “patriarcato mediterraneo”. Il documento sostiene lo “stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle ‘categorie”’, ribadendo al tempo stesso che chi uccide una donna deve essere punito con pene che possono arrivare all’ergastolo, come previsto per il reato di omicidio. “Chi uccide una persona, maschio o femmina che sia, deve essere punito. Senza necessità di distinguere in ‘viricidio’ e ‘femminicidio’», si legge nella Base ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037) pubblicata oggi. Il documento interviene anche sul tema del cosiddetto patriarcato. Secondo Futuro nazionale, il modello educativo della sinistra fondato sull’ideologia della costante “lotta al patriarcato” sarebbe evidentemente, fallimentare.

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Il partito sostiene che, proprio nei contesti in cui “scompare ogni traccia della società patriarcale”, si starebbe verificando un aumento della violenza sulle donne. Da qui la proposta di proteggere e non criminalizzare quello che viene definito “patriarcato mediterraneo”. Nella visione espressa dal documento, questo modello dovrebbe sottolineare le specificità culturali e contribuire alla formazione di “maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società”. La questione delle violenze passionali, secondo Futuro nazionale, dovrebbe essere affrontata con pragmatismo, senza ideologia, con l’obiettivo di proteggere concretamente le potenziali vittime.

Tra le proposte c’è anche un intervento sul Codice Rosso, attraverso il miglioramento dei passaggi caratterizzati da «falle procedurali», con l’obiettivo di garantire protezione immediata e tempi certi. Il partito propone inoltre di potenziare i dispositivi di tracciamento elettronico a distanza per i soggetti sottoposti a misure cautelari, attraverso uno stanziamento di fondi dedicati per affrontare quella che viene definita la cronica carenza di dispositivi.

“Linee rosse non negoziabili”

A presentare il documento è lo stesso Roberto Vannacci, che lo definisce il risultato di un lavoro raccolto dal basso, sviluppato attraverso il confronto con gli iscritti e inserito nella cornice valoriale del movimento. L’obiettivo, spiega Vannacci, è definire i programmi con cui Futuro nazionale intende governare il Paese nell’arco di dieci anni, corrispondenti a due legislature. “I valori, quelli, non hanno scadenza”, sottolinea l’ex generale, spiegando che il documento non vuole essere un elenco di promesse generiche, ma una definizione di “principi e strategie per i campi decisivi dell’emergenza nazionale”. Il resto del programma, aggiunge, sarà sviluppato dalle Direzioni e dai Dipartimenti.

“In queste pagine diciamo chi siamo e cosa faremo: una destra identitaria, pura e vitale, radicata nella Tradizione romana e cristiana, determinata a riportare l’Italia sulle proprie radici”, afferma Vannacci. La visione proposta è quella di “un Paese sovrano, sicuro, libero e prospero», con al centro «gli italiani, la famiglia naturale, l’identità, la sicurezza, il merito e la tradizione”. Il documento individua inoltre alcune linee rosse non negoziabili: la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana e la concezione romana del diritto.

Remigrazione e lavoro

Tra i capitoli più rilevanti del programma c’è anche quello dedicato alla remigrazione e al mercato del lavoro. Nel punto intitolato Facilitazione al reperimento di manodopera italiana e innesco dell’aumento stipendiale per i lavori umili”, una delle 22 misure che compongono il Piano di Remigrazione, Futuro nazionale affronta il tema dei lavori che gli italiani non vorrebbero più svolgere. Il partito parte dalla considerazione secondo cui il problema dei “lavori che gli italiani non vogliono più fare”, spesso utilizzato a sostegno delle tesi favorevoli all’immigrazione, effettivamente esiste. Secondo il documento, però, la questione dovrebbe essere affrontata attraverso due nuove modalità.

La prima riguarda gli sgravi per l’assunzione di manodopera italiana nei settori caratterizzati storicamente da un forte impiego di lavoratori extracomunitari. La seconda prevede l’utilizzo di una parte delle risorse che, secondo Futuro nazionale, potrebbero essere risparmiate grazie alle politiche di remigrazione di lungo periodo. Tra queste vengono indicati i costi sociali diretti, quelli carcerari, la gestione dei richiedenti asilo e i costi sistemici dovuti alla criminalità e al degrado delle periferie. Queste risorse, secondo la proposta, potrebbero essere utilizzate per ridurre il cuneo fiscale e favorire così un aumento dei salari senza un ulteriore aggravio per i datori di lavoro.

Futuro nazionale propone inoltre di legare l’erogazione dei sussidi connessi allo stato di disoccupazione all’effettiva disponibilità ad accettare qualsiasi lavoro compatibile con la propria condizione medica, anagrafica e logistica. Nel documento questa impostazione viene collegata al cosiddetto “principio di San Paolo”, sintetizzato nella formula: “chi non vuol lavorare neppure mangi”. Un documento che definisce l’identità politica del movimento e che, nelle prossime settimane, sarà completato con le altre due parti annunciate da Vannacci.

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