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Politica
Pacche e sorrisi Renzi-Verdini. Fiducia show. Foto e video

Con 169 voti favorevoli contro i 139 contrari, il Senato della Repubblica ha votato a favore della fiducia al governo presieduto da Matteo Renzi. I senatori presenti sono stati 309, i senatori votanti 308.

Una maratona notturna che ha portato ad un'ampia fiducia per il governo Renzi al Senato. Hanno votato si' 169 senatori contro i 139 contrari, ma tra chi non ha dato il proprio via libera all'esecutivo c'e' anche chi ha apprezzato molti dei punti tracciati dal premier. E' il caso di Forza Italia che - e' toccato al capogruppo Paolo Romani sottolinearlo - non chiude la porta all'ex sindaco di Firenze. Del resto lo stesso Silvio Berlusconi anche oggi con i suoi non ha nascosto di apprezzare lo stile utilizzato dal presidente del Consiglio elogiandone il coraggio per alcune scelte. Oggi il premier si e' rivolto anche al Movimento 5 stelle che pero' ha ribadito che fara' opposizione dura. Apertura da parte di un esponente di Gal (Michelino Davico), non dalla Lega. Questo governo - ha spiegato Renzi - "non e' una operazione di lifting", non e' "una operazione di potere", se questo esecutivo fallisce e non riesce a fare le riforme restano le macerie e "il rimpianto di un'occasione perduta".

Il presidente del Consiglio nella sua replica al Senato ha voluto ribadire la volonta' di imprimere una accelerazione ma soprattutto di voler parlare ai cittadini. "Non usero' mai il doppio registro", "no al Truman Show, no al cinema o a interventi spot", "non si puo' continuare a prendere in giro gli italiani", ha detto il Capo dell'esecutivo. Il premier ha citato Sandro Pertini, "il Paese vuole esempi e non prediche" e rigettato al mittente le critiche per non aver citato, nel suo discorso programmatico, il Sud ("Serve una svolta radicale, bisogna uscire dalla cultura della lamentazione") e Giorgio Napolitano. "E' vergognoso aver costretto il presidente della Repubblica" al bis, il Capo dello Stato lo si rispetta "realizzando le riforme", ha detto Renzi.

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