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Forza Italia, “Carfagna o Gelmini candidate premier. Toti troppo salviniano”

Intervista di Affaritaliani.it a Gianfranco Rotondi, presidente della Federazione Dc e parlamentare di Forza Italia

Gianfranco Rotondi si candida alla guida di Forza Italia?
“No perché non sono iscritto a Forza Italia. Sono nel gruppo parlamentare ma sono federato con il mio partito a Fi. Sono l’ultimo rimasto dell’accordo del 1995 tra Cdu e Forza Italia”.

Ci spieghi…
“Quell’accordo fu sottoscritto da me insieme ad altri e scorrendo la cronologia dal 1995 a oggi la federazione è stata firmata da me per la Democrazia Cristiana e dai coordinatori per Fi. Nell’ordine Previti, Antonione, Scajola, Bondi, Cicchitto, Verdini e Alfano. Il cronista annoti con obiettività che tutti questi coordinatori se ne sono andati ed è rimasto solo Rotondi. Tutto ciò qualcosa vorrà dire”.

Quindi?
“Per rispondere alla sua domanda dico che non mi candido perché non appartengo a Forza Italia. Sono l’unico rimasto con Fi di quella federazione mentre i forzisti sono scappati”.

Chi sceglierebbe tra i tre candidati in campo finora: Toti, Carfagna e Gelmini?
“Non sono iscritto e non voglio scegliere tra tre persone che sono individualmente amiche”.

Ma…
“Toti svolge benissimo il ruolo di comunicatore in televisione”.

E le due donne?
“Carfagna e Gelinimi hanno le caratteristiche giuste per essere il candidato premier che sfiderà Salvini alle prossime elezioni politiche. L’ambizione è quella di costruire un’alleanza per un bipolarismo con Salvini dall’altra parte, visto che il Pd non è pervenuto. Carfagna e Gelmini hanno storia, volto e linguaggio per ambire a fare il candidato premier”.

Diamo i voti ai tre candidati…
“Non sono nessuno per dare i voti. Mara (Carfagna, ndr) è l’unica che è in alternativa netta a Salvini. Gelmini è stata più sottocoperta ma è altrettanto un’alternativa valida. Toti è bravo in tv ma non credo che voglia sfidare Salvini. Il leader della Lega ha archiviato Il Centrodestra e si prepara a essere il capo di una coalizione sovranista che, come diceva Di Pietro, con Forza Italia non c’azzecca niente”.

E Berlusconi?
“Lui è Forza Italia, ma gli manca un pezzo per essere la Trinità. E’ stato il Padre e il Figlio e, come i fatti hanno dimostrato, gli è mancato lo Spirito Santo”.