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Politica

 "Di solito si annunciano disegni di legge con riforme epocali, noi abbiamo fatto un decreto che entra subito in vigore e inciderà nella vita di persone, famiglie e imprese". E' il commmento fatto dal ministro dei Rapporti col Parlamento Dario Franceschini sulle colonne del Corriere della Sera, sul "decreto del fare" varato dal governo, nel quale, ha spiegato, "in cima a tutto c'è da affrontare la disoccupazione giovanile. Per me, prima di Imu e Iva. Una grande operazione di defiscalizzazione per i nuovi assunti, su tutto il territorio nazionale".

Per quanto riguarda l'Imu, ha osservato Franceschini, "dovremo decidere entro luglio. L'abolizione della tassa sulla prima casa è uno degli impegni del governo, anche se c'è chi vorrebbe distinguere meglio i reali bisogni. Sull'aumento dell'Iva, occorre decidere entro fine mese. Tutti vorremmo evitarlo, ma solo bloccarla fino al 31 dicembre costerebbe 2 miliardi di euro".

Tra lavoro, Imu e Iva "In tutto comporterebbero una manovra da 7-8 miliardi per il solo 2013. Sono troppi e bisognerà scegliere. Destra e sinistra non c'entrano. Spero che nessunosi metta a dire: 'L'Imu è cosa mia o 'L'Iva è cosa tua.

Sullo lo stato di salute del governo di larghe intese, Franceschini ha affermato: "cerchiamo di non dare troppo peso alle cose positive o negative che arrivano ogni giorno da tutti. Il governo è retto da una coalizione improbabile, un momento pare stia per cadere, il momento dopo sembra destinato a lunga vita. Lavoriamo, finché abbiamo la fiducia in Parlamento". E il lavoro fra uomini del pd e pdl "funziona, perché viene rispettata una regola: tensioni e scontri nei luoghi propri, lontano dai riflettori. Anche sabato, in Consiglio dei ministri, su alcuni punti la discussione è stata assai animata. Ma all'esterno sosteniamo assieme le scelte finali». Franceschini esclude comune uno schema di alleanza per il futuro: "Assolutamente no. Questo è un governo di servizio. Pd e Pdl sanno di essere avversari politici e torneranno ad esserlo. Il collante in questo momento sono le emergenze degli italiani, non certo una comune visione del futuro».

Riguardo Bersani, che secondo l'intervistatore ha fatto capire che se il governo cadesse non si voterebbe ma potrebbero esserci maggioranze alternative, secondo Franceschini non si è trattato come i renziani hanno osservano di una "bordata per Letta" ma solo una constatazione oggettiva. Le difficoltà nel Movimento 5 Stelle sono sotto gli occhi di tutti, può essere che un'altra maggioranza diventi numericamente possibile. In questo momento nessuno sembra voler andare alle elezioni e siccome credo alle parole dette, tutti sostengono il governo, da Renzi a Berlusconi". Franceschini esclude comunque che le sentenze su Berlusconi possano mettere nei guai il governo: "Non vedo collegamenti tra la ragione sociale del governo e le sentenze, che rientrano nell'autonomia della magistratura".
 

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