Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Quirinale, tramonta Mattarella. Quasi fatta per Amato. Ma Casini c’è

Quirinale, tramonta Mattarella. Quasi fatta per Amato. Ma Casini c’è

Quirinale, tramonta Mattarella. Quasi fatta per Amato. Ma Casini c’è
amato ape (4)
LA CORSA VERSO IL COLLE – Fonti qualificate di Forza Italia e Ncd rivelano ad Affaritaliani.it il no sia di Berlusconi sia di Alfano a Mattarella, che così sembra uscire dai giochi. Restano Amato (favorito) e Casini. Renzi vuole arrivare il prima possibile all’elezione del nuovo presidente della Repubblica e se dovesse capire che i numeri ci sono sarebbe pronto a dare il suo ok al Dottor Sottile (o al leader dell’Udc). L’importante per il premier è chiudere al massimo al quarto scrutinio, altrimenti – come ultima spiaggia – tornerebbe la carta Draghi. I dettagli

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Ultimissime sul presidente della Repubblica. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate sia di Forza Italia sia del Nuovo Centrodestra l’ipotesi di una candidatura di Sergio Mattarella al Quirinale è tramontata per il no secco tanto di Silvio Berlusconi quanto di Angelino Alfano. La novità è davvero clamorosa perché a questo punto, uscito di scena l’ex esponente di spicco della Democrazia Cristiana, stando alle fonti del Centrodestra restano in lizza Giuliano Amato e Pierfdinando Casini. Nonostante alcuni distinguo importante, l’opinione prevalente tra Fi e Ncd è di puntare sul Dottor Sottile, anche se il leader Udc ha i suoi sostenitori, anche tra gli azzurri. Nel Palazzo si parla insistentemente di un orientamento prevalente verso una figura istituzionale che in passato abbia ricoperto il ruolo o di premier o di presidente di uno dei rami del Parlamento. Da qui l’uscita di scena di Matterella, che comunque non piace all’ex Cavaliere anche per motivi politici. Stando a questo input niente da fare anche per Anna Finocchiaro, Piero Fassino e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. A questo punto Berlusconi e Alfano attendono le mosse del presidente del Consiglio.

La minoranza Pd è d’accordo sul nome di Amato, come ha spiegato ad Affari il bersaniano Davide Zoggia, ma che ne pensano Renzi e i renziani? Il punto principale per il premier è che venga eletto rapidamente il nuovo Capo dello Stato. Nessuna preclusione né su Amato né su Casini, l’importante è che ci siano i voti in Parlamento, almeno dal quarto scrutinio quando il quorum scenderà a 505 (maggioranza assoluta dei grandi elettori). Il segratrio dem, spiegano dal Nazareno, è abituato a sparigliare le carte e fino all’ultimo nulla può essere dato per scontato, però se dovesse capire che i numeri ci sono (sulla carta) per eleggere l’ex vice di Bettino Craxi darà il suo ok, anche se forse preferirebbe una figura meno “ingombrante” al Colle. A spingere per la soluzione Amato ambienti vicini alla Massoneria ma anche l’ex Presidente Giorgio Napolitano, che va predicando di considerare lo standing internazionale del candidato. Come ultima spiaggia, raccontanto sia dal Pd sia da Forza Italia, se al settimo o ottavo scrutinio non dovesse esserci ancora la fumata bianca si andrebbe come scelta obbligata sul nome di Mario Draghi, nonostante il no grazie del presidente della Bce. Ma questa è proprio l’ultima spiaggia.