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Giornate nazionali, Mattarella tira le orecchie alle Camere: “51 sono troppe, serve darsi una regolata”

Nel mirino anche le iniziative richieste alle scuole, che rischiano di sottrarre tempo all’insegnamento

Giornate nazionali, Mattarella tira le orecchie alle Camere: “51 sono troppe, serve darsi una regolata”

Mattarella contro la proliferazione delle giornate nazionali: “Contenerle in termini ragionevoli”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il Parlamento sulla proliferazione delle giornate nazionali dedicate a singoli temi, valori e ricorrenze. Un calendario sempre più fitto che, secondo il capo dello Stato, rischia di rendere meno incisivo il significato delle singole iniziative e di creare difficoltà sul piano organizzativo, soprattutto per le scuole. L’occasione è stata la promulgazione della legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta.

Nel firmare il provvedimento, Mattarella ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa: “Il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando. Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati”, ha scritto il Presidente. Mattarella ha chiarito di aver promulgato la legge sul riciclo della carta perché non ha riscontrato “profili evidenti di incostituzionalità”, seguendo lo stesso criterio adottato la settimana precedente per la giornata nazionale della meraviglia.

Tra le criticità segnalate c’è anche quella legata alle attività previste in occasione delle ricorrenze. Molte leggi, infatti, promuovono iniziative affidate a uffici ed enti pubblici, in particolare alle scuole e, in alcuni casi, alle università. Per Mattarella diventa “sempre più difficile, addirittura inverosimile” chiedere agli istituti di partecipare a tutte queste attività senza sottrarre tempo all’insegnamento delle materie scolastiche. Il presidente riconosce che alcune giornate nazionali veicolano messaggi e valori importanti, ma avverte che “non tutte appaiono avere la stessa levatura”. A suo giudizio, inoltre, molte ricorrenze sono state introdotte senza un criterio omogeneo che permetta di valutarne il significato e la necessità.

Il governo Meloni

I numeri danno la misura del fenomeno: durante il governo di Giorgia Meloni sono state istituite 20 giornate nazionali, alle quali se ne aggiungono altre 16 introdotte nelle due legislature precedenti. Il totale delle ricorrenze nazionali istituite per legge arriva così a 51. Tra le giornate introdotte negli ultimi anni figurano quelle dedicate al Made in Italy, all’educazione e alla prevenzione della violenza contro il personale scolastico, all’agricoltura, al rispetto, alle periferie urbane e ai giornalisti uccisi a causa della loro professione. Si sono aggiunte, più di recente, la giornata nazionale della meraviglia e quella del riciclo della carta.

Le giornate nazionali italiane si affiancano inoltre a quelle internazionali promosse dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione mondiale della sanità, dedicate a temi come la lotta al tabagismo, la donazione del sangue e la prevenzione delle malattie. In Italia, per istituire una nuova giornata nazionale è necessaria una legge approvata dal Parlamento, così come avviene per l’introduzione di nuove festività.

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