Il Global Compact è potenzialmente una mina che rischia di mettere in crisi il governo. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato che non andrà il 10 e l’11 dicembre a Marrakech, dove è prevista la conferenza intergovernativa, per firmare il patto targato Onu. Matteo Salvini ha confermato la contrarietà della Lega. A decidere sarà quindi il Parlamento, probabilmente a gennaio dopo la pausa di Natale, dove le posizioni sono abbastanza chiare tranne quella del Movimento 5 Stelle.
La Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia voteranno contro la ratifica dell’accordo internazionale già bocciato da Donald Trump mentre il Pd, Liberi e Uguali e +Europa sono schierati per il sì. Decisivi quindi i grillini. E non a caso Giorgia Meloni in Aula ha messo il dito nella piaga della maggioranza e rivolgendosi con il lei al ministro Salvini ha detto chiaramente che la matematica non è un’opinione e che se il M5S vota sì con le sinistre il Centrodestra finisce in maggioranza e il Global Compact passa. In questo caso – secondo la numero uno di Fratelli d’Italia – il leader leghista dovrebbe staccare la spina all’esecutivo.
Nonostante ciò il ministro dell’Interno si è mostrato assolutamente sereno e, conversando con i cronisti fuori da Montecitorio, ha spiegato che anche questa volta verrà trovato un accordo tra la Lega e il Movimento 5 Stelle. In realtà il deputato e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, il grillino Giuseppe Brescia, in un post afferma di condividere le parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in Parlamento. Il “Global compact? Va sottoscritto assolutamente. Abbiamo bisogno di una gestione globale dell’ immigrazione. L’Europa ha fallito e ha lasciato da soli i singoli Stati. Ora che facciamo? Rifiutiamo un tentativo più ambizioso?” scrive in un post su Facebook.
E quindi? Come evitare che l’esecutivo finisca in fibrillazione? Fonti qualificate della Lega spiegano ad Affaritaliani.it che la soluzione a cui si starebbe lavorando prevede che i vertici dei 5 Stelle, Di Maio in testa, lascino libertà di voto ai propri parlamentari sul Global Compact con l’indicazione di astenersi. In questo modo il M5S non si schiera con la destra sovranista e trumpiana ma nemmeno con le sinistra mondialiste. E soprattutto il governo è salvo, visto che i sì – comunque bilanciati anche da qualche no – non sarebbero così numerosi da mandare in minoranza il Centrodestra mettendo in serio imbarazzo Salvini e la Lega. E ancora una volta il governo del Cambiento sarebbe al sicuro.

