Cdm, sul tavolo di Palazzo Chigi misure anti caro-carburanti ed ex Ilva: cosa aspettarci
Palazzo Chigi lavora a un decreto ponte. Il Cdm convocato per oggi dovrebbe estendere per qualche giorno le misure anti caro-carburanti già attive, rinviando a un secondo momento la definizione di un pacchetto più strutturato. Lo confermano fonti di governo dopo il vertice di ieri tra la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: la proroga serve a prendere tempo per mettere a punto “un intervento più mirato”. Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi, il nuovo provvedimento dovrebbe concentrare le risorse sulle fasce di popolazione con maggiori difficoltà economiche, per rendere l’aiuto più incisivo. Sulla stessa linea Salvini, che a margine del Meeting di Rimini ha parlato di una proroga “fino a settembre, immagino”, annunciando l’intenzione di lavorare in seguito a una misura “più continuativa e sostanziosa” – per cui, ha ammesso, servono risorse aggiuntive.
Anche Tajani ha confermato l’impostazione: la proroga serve a preparare un intervento “che possa essere anche strutturale”, pur avvertendo che si tratta di rincari legati a tensioni internazionali – dalla guerra in corso alla crisi nello Stretto di Hormuz – non imputabili al governo italiano. Il vicepremier ha parlato della necessità di interventi “mirati, non generalizzati”, pensati per ceto medio e imprese.
I numeri e i prezzi alla pompa
Dal 19 marzo, tra sette provvedimenti diversi, il sostegno ai carburanti è costato finora circa 2 miliardi di euro alle casse pubbliche. Nel frattempo, secondo un’analisi del Codacons sui dati comunicati dai benzinai al Mimit per il 24 e 25 agosto, in alcuni distributori autostradali il prezzo del diesel ha superato la soglia dei 3 euro al litro, con il picco registrato sulla A22 Brennero-Modena. L’associazione dei consumatori si oppone con decisione all’ipotesi di aiuti selettivi legati all’Isee. Per il Codacons, restringere il sostegno alle sole famiglie a basso reddito non farebbe scendere i prezzi al distributore e lascerebbe scoperto il ceto medio, “troppo ricco per gli aiuti ma non abbastanza per assorbire i rincari”. L’associazione chiede invece misure universali, valide per tutti gli automobilisti, e propone di rafforzare il meccanismo delle accise mobili – che permette di usare il maggior gettito Iva generato dal rialzo dei prezzi per abbassare le accise – affiancandolo a un prelievo sugli extraprofitti delle aziende del settore energetico che beneficiano dei rincari.
Il decreto sugli impianti strategici
Il secondo fronte riguarda invece la tenuta industriale del Paese: lo schema di decreto legge atteso in Cdm prevede misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti considerati di interesse strategico nazionale.


