Le FIVE STARS ROSSE, una sorta di accordo tra il Movimento 5 Stelle e il PD auspicato da Roberto Fico è un qualcosa che potrebbe succedere (il dialogo è avviato) ma che darebbe ai due attori protagonisti un marchio di vergogna a tempo indeterminato e farebbe pensare, ai tifosi dei due partiti, di aver preso il proprio voto e averlo buttato in un mare di fango.
A turno nel corso della campagna politica ed anche prima non si contano infatti gli insulti dei leader grillini al PD e ai suoi membri.
Governo, accordo M5S e PD. Gli insulti devastanti
Basta pescare nel mucchio e ci si ritrova con un ‘Renzi capo degli impresentabili’, ‘ Impresentabili che hanno preso soldi da Buzzi e da Mafia Capitale’, ed ancora da Luigi di Maio ‘ escludo categoricamente qualsiasi alleanza con il PD’.
E poi il PD, diventato per Di Battista il ‘punto di riferimento del crimine’ e Matteo Renzi ‘credibile come un mafioso’. O per Grillo il ‘Pd partito preferito dalla camorra’.
Ed ora? Bisognerebbe, per Luigi Di Maio, disotterrare l’ascia di guerra e confrontarsi.
Di fronte ad una giravolta di questo tipo perpetrata dai pentastellati, probabilmente al solo scopo di raggiungere le poltrone di Governo, viene da chiedersi davvero quale sia la credibilità della guida del Movimento.
Governo, accordo M5S e PD. Renzi, Salvini e Meloni ‘giganti’ rispetto ai ‘giravoltisti’ di Pd e M5S
Di fronte a questi comportamenti un Renzi, che fino ad ora ha mantenuto una linea di netto rifiuto, un Salvini, coerente e leale nei confronti di un alleato scomodo, una Giorgia Meloni, positiva e fedele, appaiono giganti della politica rispetto a personaggi come Martina e compagni che per un posto in prima fila accetterebbero di passare sopra a insulti di questo peso.
E’ vero che sono circa 43 giorni che all’Italia manca un Governo e questo provoca una giusta preoccupazione al Presidente Mattarella , ma è anche vero che sull’altare del ‘facciamolo a tutti i costi’ non si possono e devono buttare al vento parole come onore, dignità e coerenza.
Probabilmente l’accordo non si farà. I 103 parlamentari sotto il controllo renziano dovrebbero essere la diga che potrà salvare il Partito Democratico dalla sparizione, ma è anche vero che qualsiasi possa essere il finale di questa vicenda una cosa è certa : tutti quelli che hanno votato in buonafede M5S dovrebbero fare una seria riflessione.
L’impressione è che un potenziale potere sia stato dato in mano a qualcuno che, forse, non è ancora in grado di gestirlo.
Governo, accordo M5S e PD. Sarebbe utile un nuovo voto
Ed allora un nuovo voto, consapevole del rischio di certe scelte e pur in presenza di una legge elettorale imperfetta, potrebbe finalmente dare un maggioranza vera al paese.
Questa volta molti italiani potrebbero, così come farebbero molti inglesi se gli venisse data un’altra possibilità su Brexit, cambiare una preferenza nata tutta e soltanto dalla ‘pancia’.
