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Governo, “no al voto in tempi brevi”. Il Colle dietro le parole di Grasso

Gentiloni fino al 2018, cresce l’ipotesi

Governo, “no al voto in tempi brevi”. Il Colle dietro le parole di Grasso
piero grasso mattarella
Inatteso e doloroso schiaffo del presidente del Senato Pietro Grasso a Matteo Renzi. Nel corso degli auguri alla stampa parlamentare, la seconda carica dello Stato, senza mai citarlo, ha attaccato pesantemente l’ex premier

Inatteso e doloroso schiaffo del presidente del Senato Pietro Grasso a Matteo Renzi. Nel corso degli auguri alla stampa parlamentare, la seconda carica dello Stato, senza mai citarlo, ha attaccato pesantemente l’ex premier. “Non posso immaginare che a decidere sulla durata della Legislatura influiscano temi estranei al bene del Paese e che riguardino le singole velleità di leader, partiti e movimenti, o addirittura la paura di altri appuntamenti referendari che sembrano profilarsi nei prossimi mesi. Sarebbe irresponsabile e controproducente“, ha detto Grasso con un chiarissimo riferimento alle parole del ministro Poletti sul ritorno alle urne in tempi rapidi per spostare di un anno il referendum sul Jobs Act.

Non solo, le “singole velleità di leader“, spiegano fonti dem, non sarebbero tanto quelle di Salvini e Di Maio ma proprio quelle del leader dem che punta sul voto in primavera come rivincita dopo il flop al referendum istituzionale del 4 dicembre. Grasso poi allonta con parole inequivocabili le urne: “Non vorrei che si passasse senza soluzione di continuità dalla campagna referendaria a quella elettorale. Le tossine che hanno inquinato l’aria del dibattito politico e pubblico in queste settimane devono ancora essere smaltite, gli animi sovreccitati hanno bisogno di calmarsi prima di gettare il Paese di nuovo in un clima di divisione e competizione elettorale“. E come se non bastasse, dal presidente del Senato è arrivata anche una critica a Renzi riferita al fatto che secondo l’ex premier il 40% che votato Sì sarebbe composto unicamente da suoi elettori: “Nessuno può con troppa facilità appropriarsi dei 19 milioni e mezzo di No, come dei 13 milioni e mezzo di Sì”.

Le parole di Grasso, spiegano fonti qualificate, rappresentano anche il pensiero del Capo dello Stato. Sergio Mattarella non considera affatto l’esecutivo Gentiloni “a tempo” e non ha alcuna intenzione di correre al voto anticipato. Va ricordato che i fedelissimi di Renzi in Parlamento sono solo una sessantina (meno di venti a Palazzo Madama) e che quindi la sua capacità di determinare i tempi dell’attuale governo potrebbe essere fortemente limitata. In sostanza si sta rafforzando l’idea che Gentiloni possa durare fino al 2018 ovvero alla scadenza naturale della legislatura, anche perché a Palazzo Madama c’è un folto gruppo di senatori ex M5S ed ex Pdl che non verrebbero ricandidati e quindi faranno di tutto per allungare i tempi dell’esecutivo. Senza dimenticare che per ottenere il vitalizio dei parlamentari di prima nomina occorre arrivare fino a settembre 2017.