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Dopo l'incontro di ieri pomeriggio con Napolitano, in serata il premier si è recato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. Clima tesissimo, liti e urla.  Prima conseguenza, salta la manovrina: aumento dell'Iva a partire dal primo ottobre. L'attività di governo rimarrà "congelata" almeno fino a quando non ci sarà un chiarimento.

VOTO DI FIDUCIA - "Il presidente Letta chiederà la fiducia alle Camere su un discorso programmatico" ha detto il ministro Graziano Delrio al termine del Consiglio dei ministri. In Cdm "c'è stata tra di noi una verifica molto approfondita sulle ragioni dello stare insieme". Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, al termine della riunione ha spiegato cosa avverrà nelle prossime ore. "Il ministro Franceschini -ha detto- prenderà contatti con i capigruppo per concordare la dat"» della fiducia che chiederà alle Camere. "Dovrà avvenire al più presto perché il presidente Letta ha detto che non porterà avanti altri provvedimenti se il governo non avrà ancora agibilità".

IL COMUNICATO - Questo il comunicato diffuso a termine del Consiglio dei ministri. "Dinanzi a noi - ha detto il presidente del Consiglio - c'è la necessità di un confronto il più duro e netto possibile. Non sono disponibile ad andare oltre senza questo passaggio di chiarezza. Un'efficace azione di governo è evidentemente incompatibile con le dimissioni in blocco dei membri di un gruppo parlamentare che dovrebbe sostenere quello stesso esecutivo. O si rilancia, e si pongono al primo posto il Paese e gli interessi dei cittadini, o si chiude questa esperienza". "Non ho alcuna intenzione - ha concluso - di vivacchiare o di prestare il fianco a continue minacce e aut-aut. Quanto accaduto mercoledì scorso proprio mentre rappresentavo l'Italia all'assemblea generale delle Nazioni Unite - contestualità non casuale - è inaccettabile". In attesa del chiarimento si è reputato dunque inevitabile il blocco di ogni decisione governativa su temi, anche rilevanti, di natura fiscale ed economica. La sospensione è dovuta in particolare all'impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la garanzia di una continuità nell'azione di governo e Parlamento".

Conti pubblici: in arrivo aumento Iva, rinviata la 'manovrina' - Appare ormai inevitabile un aumento dell'Iva da martedi'. Non ci sara' quindi nessun congelamento fino a gennaio. Il decreto con lo stop alla stretta non e' stato nemmeno esaminato dal Consiglio dei ministri. Il premier, Enrico Letta, e' stato chiaro: non e' possibile esaminare alcun provvedimento economico senza prima un chiarimento definitivo. Chiarimento che dovra' arrivare in Parlamento, tra lunedi' e martedi', e comunque anche qualora l'esito fosse positivo non ci sarebbero i margini necessari per convocare una nuova riunione del Consiglio dei ministri in tempo utile per congelare l'aumento delle aliquote dal 21 al 22%, previsto dal 1 ottobre. "In questa condizione non e' possibile evitarlo. L'aumento Iva ci sara'", ha detto chiaro e tondo il ministro Graziano Delrio lasciando Palazzo Chigi. La copertura del rinvio dell'aumento dell'Iva, in base alla bozza del decreto circolata prima del Cdm, doveva essere assicurata da un incremento delle accise sui carburanti fino a 2,5 centesimi al litro e da un aumento degli acconti Ires e Irap. Rinviata, in attesa del chiarimento, la 'manovrina' con il rientro del deficit dal 3,1 al 3% per rispettare gli impegni con l'Europa, il rifinanziamento delle missioni internazionali e della cig in deroga. La bozza del decreto prevedeva, a copertura della 'correzione', tagli alla spesa dei ministeri a esclusione del dicastero dell'Istruzione e dell'Universita' e dei fondi da destinare all'Expo e un'accelerazione alle dismissioni degli immmobili pubblici. Il dl destinava inoltre 330 milioni per rifinanziare la cig in deroga per il 2013, 35 milioni alla carta acquisti per l'anno in corso e prevedeva un aumento di 20 milioni del fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Tra le misure figuravano inoltre garanzie dello Stato per gestire i rischi derivanti dalle operazioni in strumenti derivati.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE - "Abbiamo bisogno che il Parlamento discuta e lavori, non che ogni tanto si sciolga. Abbiamo bisogno di continuità. Non abbiamo bisogno di campagne elettorali a getto continuo, ma di risolvere i problemi concreti". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento al carcere di Poggioreale dove si è recato in visita. Il presidente parlando con i cronisti all'uscita del carcere a proposito di un eventuale provvedimento di amnistia ha detto di augurarsi che "il clima politico sia sufficientemente svelenito perché il mio messaggio alle Camere (su amnistia e indulto, ndr) possa avere un'accoglienza serena e garantire che il Parlamento lavorerà nei prossimi mesi".

BONDI - Intanto Sandro Bondi, senatore e coordinatore Pdl, attacca il presidente della Repubblica: "Già il fatto che Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica concordino una linea da seguire dopo il gesto etico e civile assunto dai parlamentari del Pdl, rappresenta un atto di sfida e di ricatto piuttosto che di rispetto e di comprensione di fronte a una testimonianza che avrebbe dovuto essere riconosciuta nelle sue motivazioni profondamente democratiche". "L'iniziativa concordata di Napolitano e Letta è un'ulteriore umiliazione del popolo dei moderati", conclude Bondi.
 
SCHIFANI
- Dunque all'indomani dell'ultimatum del premier Enrico Letta, si registra un nuovo intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mentre la tensione fra Pd e Pdl non accenna a calare. Si discute su tutto. È scontro fra Luigi Zanda, presidente dei senatori del Partito Democratico e il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani sulla data della fiducia fissata per martedì. Zanda ha respinto la richiesta del Pdl di anticipare di un giorno la data della verifica in Parlamento per poi passare - nel caso in cui l'esecutivo ottenga la fiducia- all'approvazione del decreto sull'Iva. Le date sono cruciali, visto che l'aumento dell'imposta scatterà automaticamente il primo ottobre. L'ex presidente di Palazzo Madama, dai microfoni di Sky Tg 24 lancia dure accuse a Letta "che si è assunto la responsabilità gravissima di non deliberare su provvedimenti economici per motivazioni politiche". Immediata la replica di Zanda: "Le accelerazioni di mezza giornata sono strumentali e mostrano la volontà di eludere le ferite istituzionali e perfino costituzionali che sono state inferte dalle dimissioni dei deputati e senatori del Pdl, peraltro sottoscritte mentre Letta era all'Onu per promuovere la credibilità dell'Italia". "La responsabilità dello stallo" - ha aggiunto Zanda- "è tutta del Pdl". Altra benzina sul fuoco arriva da Sandro Bondi con un duro attacco a Letta e Napolitano: "Il loro è un atto di sfida e di ricatto, l'iniziativa concordata insieme è un'ulteriore umiliazione del popolo dei moderati".

IVA, SANGALLI - "La gravità della crisi, che ha stremato famiglie e imprese, impone al Governo e alla politica tutta la responsabilita' di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l'aumento dell'Iva perchè questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l'economia reale". E' quanto afferma in una nota il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. "E' assolutamente necessario che il Consiglio dei Ministri vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell'economia e la crescita, a partire dal rinvio dell'incremento dell'Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse".

 

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