Nessuna richiesta ufficiale. Non ancora, perlomeno. Ma il Partito Democratico e Italia Viva premono sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte per arrivare alla sostituzione delle ministre Lucia Azzolina (Scuola) e Nunzia Catalfo (Lavoro).
Le voci sono talmente insistenti che il capo politico dei pentastellati, Vito Crimi, è intervenuto in prima persona per difendere le due esponenti del M5S: sull’ipotesi di rimpasto la mia risposta è sempre stata “no, in queste settimane ho sempre detto ‘no’. Lo escludo. Per il M5S non c’è proprio un’ipotesi di questo tipo in campo. Tutti i nostri ministri stanno facendo un grande lavoro, in condizioni di estrema difficoltà come sono quelle generate dall’emergenza Covid. La squadra si è sobbarcata enormi responsabilità: penso in particolare ai ministri Azzolina e Catalfo, anche oggi al centro di fantasiosi retroscena, che hanno gestito una crisi senza precedenti in due settori tra i più sensibili”.
Nel mirino del Pd soprattutto la titolare della Scuola vista la protesta non solo e non tanto delle opposizioni di Centrodestra ma soprattutto dei sindaci di settore per la totale incertezza sulla ripresa dell’anno scolastico a settembre. Infatti non è ancora chiaro se le lezioni riprenderanno il 14 settembre e in che modo verrà garantita la presenza in aula con la necessità di mantenere il distanziamento sociale. Comuni e istituti, dalle materne alle superiori, ancora non hanno comunicato quasi nulla alle famiglie proprio per la grande incertezza. Pd e renziani sono consapevoli della situazione definita “esplosiva” e, seppur senza avanzare una richiesta ufficiale per non far esplodere un altro caso nella maggioranza, informalmente hanno più volte fatto presente al premier la necessità di una svolta, sia sul dicastero della scuola sia su quello del Lavoro.
La tensione è talmente alta che i pentastellati della commissione Istruzione del Senato sono usciti allo scoperto contro i sindacati: “Ormai non passa giorno senza che qualcuno non si svegli la mattina e decida di attaccare polemicamente il governo sul tema della scuola. Oggi è il turno dei sindacati, che ancora scottati dalla fermezza con cui Azzolina e M5S hanno imposto l’assunzione dei docenti per il prossimo anno scolastico tramite un vero concorso, e dunque per merito e non secondo logiche a loro più care, ci informano che a loro dire le risorse per la ripartenza settembre non basterebbero. I senatori del M5S sottolineano che questo è “un contesto rispetto al quale servirebbero collaborazione e impegno”, mentre “le organizzazioni sindacali si dimostrano ancora una volta più inclini la polemica sterile e distruttiva che non a tutto questo, dimostrandosi in tutto e per tutto non dissimili da Salvini e dalla Meloni”.
La temperatura è altissima, anche perché la scuola interessa milioni e milioni di famiglia. Pd e Italia Viva vorrebbero corre ai ripari prima che sia troppo tardi ma i 5 Stelle hanno alzato le barricate.
L’ENNESIMO AFFONDO DI SALVINI: “SIAMO A FINE LUGLIO E NON SI SA NULLA, IL MINISTRO È INCAPACE” – “Nessuna certezza per insegnanti e maestre, presidi e sindaci, studenti e famiglie. Siamo a metà luglio e non si sa nulla: non è possibile avere un ministro così incapace! Azzolina bocciata!”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.


