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Politica
Renzi ha giurato: è Presidente del Consiglio. Ecco il suo governo

IL GIURAMENTO -  Il nuovo presidente del Consiglio Matteo Renzi e i ministri del suo governo, di cui la metà donne, alle 11.30 hanno giurato nel Salone delle feste del Quirinale fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. In verità a sottoscrivere il giuramento secondo la formula di rito sono stati solo 15 ministri su 16. Manca infatti il responsabile dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che è ancora in volo da Sydney dove era impegnato con il G20. E il neopremier - dopo il sorprendente "Arrivo arrivo!" di ieri sera - questa mattina non ha perso occasione di twittare un messaggio di ringraziamento e al tempo stesso di auto-incoraggiamento per l'impresa che lo aspetta.

IL PASSAGGIO DI CONSEGNE - Rapidissimo e freddo scambio della campanella tra il premier uscente Enrico Letta e il suo successore Matteo Renzi. Una stretta di mano, la consegna del simbolo delle riunioni del Consiglio dei ministri e poi ognuno e' andato per la sua strada. Letta e' poi sceso nel cortile d'onore, accolto dal picchetto militare, ha messo una mano sul cuore ed ha salutato i dipendenti della presidenza del Consiglio che lo hanno applaudito dalle finestre interne. Enrico Letta nella Sala dei Galeoni era accompagnato da Filippo Patroni Griffi. Nessuno scambio di battute con Matteo Renzi. Letta non ha atteso il neopremier all'entrata di palazzo Chigi, ma ma lo ha ricevuto direttamente nel suo studio. La cerimonia dello scambio di campanella e' durata neanche un minuto e conclusa con una fugace stretta di mano.

IL GOVERNO - Perfetta parita', come mai accaduto nella storia della Repubblica: otto uomini e otto donne cui il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affida il compito di fare in quattro mesi le riforme che nessuno e' riuscito a fare in anni e anni. Renzi sale al Colle a meta' pomeriggio, in lieve ritardo sulla tabella di marcia che lui stesso aveva dettato. Due ore a passa di colloquio con Giorgio Napolitano, quasi un record anche questo, poi l'annuncio: sciolgo la riserva, e questa e' la mia lista.

In sintesi: Alfano confermato al Quirinale, alla giustizia Orlando, all'economia Padoan e agli esteri Federica Mogherini. Una delle otto donne, Mogherini, che prende il posto di Emma Bonino. Le altre sette sono Stefania Giannini (istruzione), Roberta Pinotti (difesa), Maria Carmela Lanzetta (rapporti con il Parlamento), Beatrice Lorenzin (confermata alla salute), Maria Elena Boschi (riforme), Federica Guidi (Sviluppo economico), Marianna Madia (pubblica amministrazione). L'altra meta' dell'esecutivo, quella maschile, vede oltre ad Alfano, Padoan e Orlando, Dario Franceschini (cultura), Maurizio Martina (agricoltura), Giuliano Poletti (lavoro, Gianluca Galletti (ambiente).

Renzi finisce di leggere la lista, tenendo la giacca slacciata sotto lo sguardo severo degli uomini del Quirinale. "Questa volta non ho sbagliato l'abito", fa riferendosi a quando venne vestito di bianco a dicembre, per una cerimonia ufficiale. Con oggi "e' stata affidata la speranza ad una nuova generazione", rievoca kennedyanamente. Quindi riforme in quattro mesi e governo per quattro anni. Quanto a Napolitano, "faro' in modo di meritarne la fiducia".

L'appena nominato Napolitano fa la sua comparsa nel corridoio alla Vetrata non appena il neopremier lascia il palazzo, diretto alla Camera. Gli fa i complimenti a distanza, esprime sincera gratitudine ad Enrico Letta, esclude che le oltre due ore di colloquio siano da interpretarsi come un segno di distanza tra lui e Palazzo Chigi. "Nessun braccio di ferro", mette in chiaro, "questo e' un esecutivo che porta il segno di Renzi". Adesso e' il momento di lavorare, e lavorare duro. Infatti "non ci si puo' concedere il lusso di non fare le riforme". Quindi dopo la fiducia si attendono risultati concreti. E per gli altri tre anni di legislatura? "Non metto la mano sul fuoco", replica lui, "ma speriamo bene, anche perche' c'e' l'impegno" del premier a durare. Niente sorprese, sia chiaro.

VIDEO 1/ Renzi questa è la volta buona

VIDEO 2/ Napolitano avete imparato che ci vuole pazienza

VIDEO 3/ Napolitano non possiamo perdere occasione rinnovo stima per Letta

LA SQUADRA DEL NUOVO GOVERNO:

Graziano Delrio sottosegretario alla Presidenza

Ministeri con portafoglio:

Stefania Giannini all'Istruzione

Giuliano Poletti al Lavoro

Roberta Pinotti alla Difesa

Pier Carlo Padoan all'Economia

Federica Mogherini agli Esteri

Angelino Alfano all'Interno

Andrea Orlando alla Giustizia

Federica Guidi allo Sviluppo Economico

Dario Franceschini ai Beni culturali

Maurizio Martina alle Politiche agricole

Gianluca Galletti all'Ambiente

Maurizio Lupi alle Infrastrutture

Beatrice Lorenzin alla Salute


Ministeri senza portafoglio:

Maria Carmela Lanzetta agli Affari regionali

Marianna Madia alla Semplificazione e P.A.

Maria Elena Boschi alle Riforme e Rapporti Parlamento

 

ECCO CHI SONO I NUOVI MINISTRI/ LE SCHEDE

squadra renzi alfanoInterno: Angelino Alfano
 

Interno: Alfano, il leader Ncd rimane al Viminale - Angelino Alfano riconvermato ministro dell'Interno del nuovo governo Letta. Nato ad Agrigento il 31 ottobre 1970, laureato all'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il titolare del Viminale e' avvocato e dottore di ricerca in Diritto dell'impresa presso l'Universita' di Palermo. Giornalista pubblicista dal 1989, nel '94 viene eletto consigliere provinciale nel collegio di Agrigento; a 25 anni viene eletto deputato all'Assemblea regionale siciliana, risultandone il piu' giovane componente. Presiede il gruppo parlamentare di Forza Italia all'Ars dal '98 al 2001, anno in cui e' eletto deputato al Parlamento italiano nella circoscrizione Sicilia occidentale. Dirigente nazionale del Dipartimento Politiche del Mezzogiorno di Forza Italia nel 2002, e' relatore della Legge finanziaria e di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005: nel febbraio 2005 viene nominato coordinatore regionale siciliano di Forza Italia, incarico dal quale si dimette il 7 maggio 2008, a seguito della nomina a ministro della Giustizia - il piu' giovane guardasigilli nella storia delle Repubblica - nel governo Berlusconi IV. Nel 2006 era stato rieletto deputato, circoscrizione Sicilia occidentale, sempre nella lista di Forza Italia. Da ministro della Giustizia partecipa a numerosi incontri internazionali ed e' membro del Consiglio dell'Ue per il settore della Giustizia e Affari Interni: nel maggio del 2009 presiede il G8 Giustizia a Roma e nel giugno del 2010 rappresenta la posizione italiana su "crimine organizzato transnazionale" intervenendo all'Assemblea generale dell'Onu. Eletto segretario politico del Popolo della Liberta' il primo luglio 2011, lascia via Arenula il 27 luglio 2011, per dedicarsi al partito. Il 27 febbraio 2013 viene rieletto deputato per il Popolo della Liberta' e, il 28 aprile 2013, viene nominato ministro dell'Interno e vice presidente del Consiglio del governo Letta. E' sposato e ha due figli.

squadra renzi Stefania GianniniIstruzione: Stefania Giannini
 

Istruzione: Giannini, dalla glottologia alla politica - Stefania Giannini e' il nuovo ministro dell'Istruzione. Classe 1960, Giannini e' una linguista, glottologa e politica. Professore Ordinario di Glottologia e Linguistica dal 1999, e gia' rettore dell'Universita' per stranieri di Perugia dal 2004 al 2013, attualmente e' senatrice della XVII Legislatura e coordinatrice politica di Scelta Civica. Nel 1991 diviene Professore Associato di Glottologia e Linguistica. Presso l'Universita' per Stranieri di Perugia, dal 1992 al 1994 ha l'assegnazione della cattedra di Fonetica e Fonologia e dal 1994 al 1998 della cattedra di Sociolinguistica. Nel 1999 diviene Professore Ordinario di Glottologia e Linguistica ed acquisisce nello stesso anno la titolarita' della cattedra di Linguistica generale presso l'Universita' di Perugia. Dirige nello stesso ateneo il Dipartimento di Scienze del Linguaggio tra il 2000 e il 2004. Il 1 ottobre 2004 diventa rettore dell'Universita' per stranieri di Perugia, carica ricoperta fino all'aprile del 2013. Nel 2005 diventa rappresentante per l'Italia nel Comitato di Selezione del programma Erasmus Mundus presso la Commissione Europea fino al 2009. Nello stesso anno entra a far parte del Tavolo Interministeriale per la cooperazione allo sviluppo presso la Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2006 e' membro del Comitato di presidenza della conferenza dei rettori delle universita' italiane. Nel 2009 e' membro del Comitato di orientamento strategico per le relazioni scientifiche e culturali fra Italia e Francia. Nel 2010 diventa presidente della Societa' Italia di Glottologia. Nel 2013 e' candidata in Toscana nella lista Con Monti per l'Italia alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio per il Senato della Repubblica, venendo eletta senatrice della XVII Legislatura. Il 16 novembre dello stesso anno, l'Assemblea di Scelta Civica la nomina nuova segretario e coordinatrice politica del partito. E' presidente della delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea.

squadra renzi pinottiDifesa: Roberta Pinotti
 

Difesa: Roberta Pinotti da sottosegretario a ministro - Roberta Pinotti, nuovo ministro della Difesa, nasce il 20 maggio 1961 a Genova Laureata in lettere, insegnante di scuole superiori, e' senatrice del Partito democratico. Dopo l'esordio in politica avvenuto con l'elezione a consigliere nella circoscrizione genovese di Sampierdarena, concilia l'attivita' all'interno del suo partito (Pci-Pds-Ds-Pd) con quella di amministratrice. Dal '93 al '97 ricopre l'incarico di assessore provinciale alla Scuola e alle Politiche giovanili e sociali della Provincia di Genova e dal '97 al '99 e' assessore alle Istituzioni scolastiche del Comune di Genova. Nel frattempo continua la militanza nei Ds, fino a diventare segretaria provinciale a Genova, dal '99 al 2001. Sostenitrice fin dal suo nascere dell'avventura politica dell'Ulivo, Roberta Pinotti entra in Parlamento nel maggio 2001, eletta alla Camera dei Deputati. Rieletta nelle liste dell'Ulivo nell'aprile 2006, diventa presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, prima donna italiana a ricoprire un ruolo fin li'ritenuto monopolio maschile. Nel Partito democratico, e' prima responsabile nazionale per la sicurezza, poi 'ministro ombra' della Difesa, infine capo del Dipartimento Difesa. Rieletta in Senato nel 2008, viene eletta nel 2010 vicepresidente della Commissione Difesa del Senato. In tale veste si fa promotrice di molteplici atti parlamentari - tra cui la riforma del codice penale militare e la messa al bando delle bombe a grappolo - e presenta diversi disegni di legge tra i quali una legge quadro sulle missioni internazionali e una relativa ai benefici a favore del personale militare esposto ad amianto.Nell'ottobre 2008 viene insignita della Legione d'onore presso l'Ambasciata di Francia in Italia, per i meriti connessi con l'esercizio delle sue funzioni. Dal 3 maggio 2013 assume la carica di sottosegretario alla Difesa. E'sposata e madre di due figlie. 

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