La grazia concessa a Nicole Minetti è diventata ormai un complicato caso politico. Sergio Mattarella, dopo quanto emerso dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano che ha messo in dubbio questo provvedimento, ha chiesto al ministero della Giustizia di procedere con “verifiche urgenti“. Tutto ruota attorno all’affidamento di un bambino malato in Uruguay all’ex consigliera della Lombardia, condannata per le vicende legate al “Bunga Bunga”. Da quanto emerge, però, dietro a questa vicenda “umanitaria” ci sarebbero dei punti oscuri, fin qui mai emersi a causa di una procedura non completa da parte della Procura chiamata a indagare su questo caso. Gli inquirenti, infatti, – riporta Il Corriere della Sera – si sarebbero limitati a verificare ciò che risultava in Italia, come da prassi, ma avrebbero ignorato la parte relativa all’Uruguay.
Per estendere le indagini, infatti, sarebbe stato necessaria l’autorizzazione del Guardasigilli. Ma questa richiesta a Nordio non sarebbe mai arrivata, nonostante le carte indicassero l’evidenza del fatto che tutto ruotasse proprio intorno all’Uruguay più che all’Italia, visto che era lì che il bimbo era stato adottato. Un minorenne “abbandonato alla nascita”, che per le gravi patologie di cui soffre “aveva pochissime possibilità di essere adottato; l’unica era un’adozione speciale da parte di una famiglia disposta ad accettare consapevolmente tutte le sue fragilità”, è scritto nell’istanza della Procura. Così la coppia Cipriani-Minetti, a marzo 2020 ha avviato l’iter che si è poi concluso positivamente il 15 febbraio 2023. Ora però servirà la versione dell’Uruguay per capire.

