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Politica
Il meccanismo europeo di stabilità e la finanza mondiale dietro ai prestiti alla Grecia


Di Armando Siri, presidente del Partito Italia Nuova

Gli Stati sono solo mucche da mungere per le speculazioni. L’Euro cerca di resistere mettendo paura ai cittadini, ma il suo destino è segnato. Il punto vero è: se l’Euro crolla, la proprietà della moneta tornerà agli Stati o resterà alle Banche? E’ questa la partita che dovrebbero vincere coloro i quali in Europa si battono per il ritorno alla Sovranità degli Stati e non quella dei Banchieri e dei Mercati. Il voto in Grecia può essere il colpo di grazia programmato alla moneta unica. Le cose non avvengono mai per caso soprattutto quando si tratta di faccende che riguardano soldi e potere. Le notizie che arrivano progressivamente nelle case dei cittadini, siano essi italiani o europei, sono sempre filtrate da un velo di ipocrisia e se vogliamo di malafede. Dire ad esempio che la Grecia deve restituire soldi agli altri Stati europei che glieli hanno prestati non è corretto. Gli Stati Europei sono stati costretti dalla BCE e dagli organismi finanziari come il FMI che sovrintendono la politica monetaria globale, a drenare delle risorse finanziarie in un fondo detto “Salvastati” che serve a tutto fuorché a salvare gli Stati. Questo fondo gestito da un sistema chiamato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) ha la finalità di salvaguardare la stabilità della Moneta Unica e lo fa con i soldi pubblici. Ma non ha alcuna finalità sociale o di aiuto ai popoli degli Stati in difficoltà. Sostanzialmente, come avviene ormai da tempo nell’Europa Unita non in nome dei Popoli ma della Moneta, le istituzioni finanziarie con i soldi pubblici tutelano i propri interessi.

Il MES ha raccolto un fondo di 700 miliardi di Euro dai vari Stati (l’Italia partecipa con 120 miliardi), sono soldi dati a “fondo perduto” nel senso che vengono gestiti in assoluta autonomia dal MES che come da Statuto è autonomo, indipendente e immune da tutte le giurisdizioni nazionali. Parte di questi soldi sono stati prestati alla Grecia per difendere la stabilità della moneta a causa delle difficoltà che il Paese Ellenico aveva nel garantire il pagamento degli interessi sul debito pubblico.

Questa palese difficoltà avrebbe provocato una forte destabilizzazione del mercato e quindi gli stessi creditori hanno prestato soldi affinché il debitore pagasse regolarmente. Il risultato è stato un maggiore debito e maggiori interessi. Così facendo anche un bambino capirebbe che non c’è via d’uscita, a meno che non avvenga una colossale ripresa della produzione che tuttavia è impossibile perché i soldi prestati servono a malapena a pagare gli interessi e non certo a finanziare la ripresa della produzione.

Adesso Tsipras alza la voce e fa sapere ai burocrati di Bruxelles che o rinegoziano il debito, diluendolo in molti anni così lui avrà la possibilità di usare parte della ricchezza nazionale per sostenere consumi e produzione, oppure non onorerà gli impegni. Questa frase ha già fatto il giro del mondo e viene usata in modo distorto da coloro i quali hanno l’interesse che la gente creda che i debiti debbano essere ripagati ai singoli cittadini.

Ad esempio, si parla di 40 miliardi che la Grecia dovrebbe restituire all’Italia che glieli ha prestati, ma questo non è affatto vero. I soldi dati alla Grecia provengono anche dall’Italia, ma sono stati dati al MES che li ha prestati alla Grecia così come avrebbe potuto prestarli a chiunque altro. Il debito la Grecia ce l’ha con il MES non con gli Stati, e il MES ha prestato questi soldi non per aiutare la popolazione, ma in cambio di interessi e per evitare ricadute sulla stabilità della moneta. Se oggi, infatti, la Grecia saldasse tutto il suo debito non entrerebbe un solo euro nelle casse dello Stato italiano e nelle tasche dei cittadini, ma questi entrerebbero nelle casse del MES con tanto di interessi. I creditori della Grecia sono il MES la BCE il FMI, quindi la realtà è che se la Grecia non pagherà il suo debito la stangata sarà solo per i banchieri.

Far passare l'idea che vi sia un danno economico sia per gli Stati sia per i cittadini non è che il pericoloso preludio per giustificare un'ulteriore richiesta di altri soldi per sanare la perdita. Non solo. Dire ai cittadini europei che la Grecia non restituisce i loro soldi è un modo subdolo per dire che la libertà dalla schiavitù dell'Euro ha un prezzo molto alto, cercando di far morire sul nascere quell'epidemia di sovranità popolare e nazionale che sta invadendo tutta l’Europa.

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