
Come già fatto dai deputati siciliani del movimento 5 stelle, anche gli eletti grillini alla Camera e al Senato si dimezzeranno lo stipendio da parlamentare: c’è scritto nero su bianco sul codice di comportamento che ognuno di loro ha firmato e che sarà inserito nello stesso statuto di cui il gruppo parlamentare si doterà.
“L`indennità parlamentare percepita – si legge nel codice – dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo stato insieme all`assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato)”. Praticamente la metà rispetto a quanto gli spetterebbe, cioè 10.435 euro lordi mensili, che, tenuto conto del valore medio delle imposte addizionali, corrisponde a circa 5mila euro netti mensili. Il deputato inoltre versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo. I grillini invece verseranno mensilmente questa quota allo stato.
Ma il trattamento economico dei parlamentari è composto anche da altre voci che in questi anni hanno subito diverse sforbiciate ma che comunque restano. E restano anche per gli eletti a 5 stelle. Nel loro condice di comportamento infatti è scritto che “i parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a roma, rimborso delle spese per l`esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Si tratta di 3.503,11 euro al mese per la diaria (a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a roma), somma che viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza dalle sedute dell’assemblea in cui si svolgono votazioni e ulteriormente tagliata fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle commissioni.
Altro benefit cui i grillini non rinunceranno è il cosiddetto rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, pari a 3.690 euro al mese corrisposto direttamente a ciascun deputato: il 50% viene corrisposto forfettariamente, l’altro 50% per spese documentate: cioè collaboratori (sulla base di una dichiarazione di assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, corredata da copia del contratto, con attestazione di conformità sottoscritta da una professionista); consulenze, ricerche; gestione dell’ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attività politiche.
Come il resto dei parlamentari anche i grillini usufruiranno inoltre di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di roma-fiumicino e montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. E gli eletti 5 stelle non rinunciano neanche al rimborso per le spese telefoniche: una somma annua di 3.098,74 euro.
