Pulp smentisce il nuovo partito di Grillo, ma il caso “Movimento zero stelle” resta aperto
Prima l’annuncio dell’ospitata a Pulp Podcast, il prodotto “made in Fedez e Mr. Marra” che ha visto come protagonisti, nel corso di questi mesi, svariati esponenti politici – tra cui Giorgia Meloni – e che ospiterà Beppe Grillo il prossimo 21 settembre. Poi quello stato di WhatsApp dell’ex garante del Movimento 5 Stelle, con un logo su sfondo bianco e la scritta “Movimento zero stelle”. È così che sono nate le indiscrezioni sulla possibilità che Grillo fosse pronto ad annunciare la nascita di un nuovo partito. Un’ipotesi che, nelle ultime ore, aveva preso forza fino a essere collegata alla registrazione della puntata di Pulp. Ma la trasmissione ha smentito che Grillo abbia pronunciato le frasi che gli sono state attribuite.
“Il fantastico bailamme di dichiarazioni scoppiato negli ultimi giorni intorno alle ipotetiche dichiarazioni fatte da Grillo nel primo episodio della nuova stagione di Pulp Podcast, è davvero surreale. Per il semplice fatto che le parole attribuite all’ex garante del Movimento 5 Stelle dal Corriere della Sera non sono mai state pronunciate nel corso della registrazione. Come potrete vedere tutti il 21 settembre”, si legge in un post della trasmissione. Ma i dubbi sul futuro di Grillo non sembrano essere davvero sciolti.
La smentita di Pulp, infatti, circoscrive la questione alle parole attribuite a Grillo durante la registrazione, ma non chiarisce, né specifica, le intenzioni politiche dell’ex garante del Movimento. Il punto interrogativo resta aperto, così come è incerta la questione relativa allo stato WhatsApp di Grillo, comparso proprio alla vigilia dell’ospitata. Anche le parole di Fedez, affidate all’agenzia Agi, non sembrano aver spento le indiscrezioni. “Se Grillo mi fa fare lo scoop? Non lo so”, le parole del rapper.
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Da tempo, del resto, il rapporto tra Grillo e il Movimento guidato da Giuseppe Conte è segnato da uno scontro sempre più aspro, con la battaglia sul nome e sul simbolo diventata uno dei principali terreni di confronto. Il contrasto arriva mentre il M5S è impegnato nelle consultazioni di Nova per definire il programma della coalizione progressista. In questo quadro, l’eventuale nascita di un nuovo soggetto politico non arriverebbe in un vuoto, ma si inserirebbe in una frattura che ormai attraversa apertamente il Movimento. A fotografare la distanza tra le due posizioni è anche Rocco Casalino, ex portavoce di Conte, che in un’intervista a Vanity Fair riconosce a Grillo il ruolo decisivo avuto nella nascita e nella crescita del M5S, ma individua nella scomparsa di Gianroberto Casaleggio uno spartiacque nelle sue scelte politiche e strategiche.
“Grillo è stato un megafono straordinario: senza il suo talento nella comunicazione, il Movimento non avrebbe mai avuto lo stesso successo. Ma dopo la scomparsa di Casaleggio, onestamente, ho visto Grillo molto più in difficoltà nelle scelte politiche e strategiche e, a mio avviso, ha commesso anche diversi errori politici. Trovo inoltre che sia un errore questa battaglia sul nome e sul simbolo”, le parole di Casalino.
“Il Movimento oggi ha un leader riconosciuto dagli iscritti: Giuseppe Conte. Gli iscritti lo hanno votato e scelto e, attraverso un voto, hanno deciso anche di escludere Grillo dal ruolo di garante. Credo che Grillo, che ha sempre professato la democrazia diretta, dovrebbe rispettare la democrazia interna al Movimento, invece di affidare queste decisioni a un giudice. E, del resto, il consenso di Conte non è solo una questione interna al Movimento: è evidente anche fuori dal M5s. Lo dimostra il nervosismo che vedo intorno alle primarie: se tutti sono così preoccupati che le vinca Conte, evidentemente riconoscono quanto sia ancora forte il suo consenso. Se Grillo vuole tornare a dire la sua, è giusto che lo faccia. Mi auguro però di ritrovare il Grillo ironico, capace di far ridere, più che un Grillo che oggi sembra concentrarsi soprattutto sugli attacchi a Conte e al M5S”, ha detto l’ex portavoce di Conte.


