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Politica
Oltre Hitler e Dudú, i limiti del M5S e di Grillo

Di Adriana Santacroce

La guerra ormai é a chi la spara più grossa. Chi, come Renzi, promette 80€ a tutti, pensionati, incapienti e autonomi, dimenticando che non ci sono le coperture neanche per i dipendenti. Chi, come Berlusconi, assicura pensioni da 800€ per tutti senza neanche preoccuparsi di citarne le eventuali coperture. E chi, invece, come Grillo, cita il Fiscal compact. "Se vinciamo lo stracciamo" ha ripetuto, fingendo un potere decisionale che, anche in caso di vittoria, non avrebbe. D'altra parte noi elettori siamo abituati alle promesse da marinaio, alle sparate a effetto. Chiunque abbia un po' di senso critico sa che i politici non sono da ascoltare in campagna elettorale ma da valutare, solo, nei fatti concreti. La ricerca del consenso ti fa sempre esagerare. Sempre.
        

Ma quello che, forse questa volta più di altre, sta avvelenando la campagna elettorale é la demonizzazione dell'avversario. Eravamo abituati ai "comunisti" a cui gridava Berlusconi e alla denigrazione degli elettori di sinistra. Per non parlare della supponenza, mostrata di traverso, dalla sinistra verso chiunque votasse dall'altra parte. Questa volta siamo andati oltre. Renzi ha addirittura chiesto di votare per tutti, tranne che "per i buffoni", mentre Berlusconi ha dato addirittura dei "disperati" a chi vota per Grillo. D'altra parte, il leader del M5S se le va un po' a cercare, spostando l'asticella sempre più in là. Urlando e insultando tutti e tutto. É passato dal citare Hitler al prendersela persino con il povero Dudú, che ha la sola colpa di essere il cane di Berlusconi. Ed ecco che ha tutti addosso, i partiti coalizzati contro di lui e la stampa che mal lo sopporta.
        

"Continuate a prendervela con la forma dei suoi messaggi", mi diceva un suo sostenitore ieri. Ci ho riflettuto. Probabilmente é vero. Grillo ha un approccio rivoluzionario e di rottura con tutto e tutti. Che a molti da fastidio. Ma quel che conta é la sostanza. Ha ragione il mio amico. Se stiamo a guardare la forma, e le sparate, sono tutti, in modo diverso, non attendibili e da prendere con le molle. Negli ultimi tempi, ho conosciuto personalmente qualche deputato e senatore "grillini". Persone molto preparate, attente ai dettagli, sicuramente per bene. E lontane anni luce da quell'aspetto rabbioso del loro leader. Ma quando vai sul concreto ecco che scatta quello che, a mio avviso, é il vero vulnus del M5S. Su certi temi ti rispondono: decidono la rete e gli iscritti. Come il rapporto con l'euro. Al momento il partito non ha una posizione definita. Ce l'ha sul Fiscal Compact e sulla BCE ma non sull'euro. Perché la posizione é demandata al popolo. Come in una vera e propria democrazia diretta. Ecco il limite. Un partito, a mio avviso, deve indirizzare gli elettori, verso posizioni che ritiene essere le migliori. Deve proporre un modello di società in cui credere. Dei valori. E non, al contrario, subire passivamente la volontà delle persone. Registrare come si muove la gente e, poi, darle quello che vuole. Senza contare che la gente comune é, spesso, in preda a istinti variabili e non ha la competenza per decidere questioni, ad esempio, economiche o di politica estera. D'altra parte se i nostri padri costituenti hanno escluso dai referendum queste materie una ragione l'hanno avuta. Senza contare che sull'onda di emozioni forti le decisioni prese di pancia non portano mai a nulla di buono. Paradossalmente una consultazione sulla pena di morte, ad esempio, dopo un omicidio particolarmente efferato avrebbe un esito capovolto se venisse effettuata in un momento di pace sociale. E quale dei due responsi sarebbe da seguire, allora?
       

Ecco perché é vero che la sovranità appartiene al popolo ma che il popolo la deve esercitare con criterio, e nei limiti che la Costituzione prevede. É chiaro che dopo i disastri che la politica, di tutti i colori, ha prodotto negli ultimi anni la voglia di demandare ai nostri rappresentanti le decisioni é radicalmente diminuita. Ma va tenuto presente che far decidere alla gente comune non é sempre un atto che porta a scelte giuste per la società. Quando Grillo si é lasciato scappare quel "se aboliamo il reato di clandestinità non ci vota più nessuno" ha mostrato il suo vero volto. Scegliamo quello che piace alla gente, intendeva il comico, non quello che é giusto a prescindere. Ecco, questo non mi piace di Grillo. Non le citazioni di Hitler e gli insulti ai suoi avversari. Questioni di forma. Ma come vengono prese le decisioni nel suo movimento. Questioni di sostanza. Se anche chi fa la campagna elettorale badasse ai contenuti e non agli slogan saremmo un popolo, forse, più maturo.

 @AdriSantacroce

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