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Politica

di Antonino D'Anna

Luis Antonio Tagle

Nel gergo degli scommettitori è considerato un “longshot”, un outsider che potrebbe apparire a sorpresa magari all'ultimo giro della corsa. Ma nella sua vita è stato anche un “muchacho”, un inserviente: lo ha fatto appena trentenne quando in America è rimasto senza soldi e si ritrovò a fare l'aiuto bibliotecario per campare. Certo è che Luis Antonio Tagle da Manila detto Chito, cardinale per volontà di Benedetto XVI a soli 55 anni (è nato nel 1957) potrebbe essere la grande sorpresa del Conclave che si aprirà all'inizio di marzo e sceglierà il successore di Joseph Ratzinger. E che possa diventare Papa un giorno è una sensazione diffusa: forse non adesso per l'età eccessivamente giovane (Karol Wojtyla fu eletto a 58 anni), ma certo per le sue qualità umane. Parla bene, è molto “emozionale” (è stato capace di commuovere i convenuti al Congresso Eucaristico Internazionale del 2008, ossia uno stadio intero), generoso, allegro, non ha la puzza sotto il naso e soprattutto riesce a toccare il cuore della gente.

GIRA IN BUS O PEDALA- È un tipo dalle maniere molto frugali: a Manila prende l'autobus oppure il taxi a pedali; all'inizio del suo episcopato, nel 2001, era solito andare in bicicletta a sostituire eventualmente qualche parroco ammalato. Una bella differenza che avrebbe divertito non poco i romani dei primi anni '60, che davanti al viavai di berline tedesche da e per il Vaticano cariche di padri conciliari (ma tanti di più, i più poveri, affollavano gli autobus urbani vestiti già con l'abito prescritto per le sedute) erano soliti commentare che il Signore avrebbe dato “A ciascuno la sua mercede(s)”. Già che c'è, spesso invita a pranzo i barboni locali e li incontra qualora volessero parlare con lui. Ha continuità con Benedetto: un canale Youtube e una pagina Facebook.

QUAND'ERA MUCHACHO- Sacerdote dal 1982, Tagle alla fine degli anni '80 si ritrova a studiare in America. E resta senza soldi. Per sopravvivere, come tanti suoi compatrioti, diventa un “muchacho”, ossia un inserviente. Attenzione: padre Catalino Arevalo, gesuita e decano dei teologi filippini (oltre che amico del cardinale) ha svelato questo retroscena qualche anno fa. E precisa: siccome Tagle non si presentava come sacerdote, veniva assegnato ai lavori ed alle mansioni più umili. Non sfruttava la sua condizione, cioè, per trarne un qualche vantaggio. Trasportava scatole, metteva ordine e così via. Quando venne fuori che era un prete restò a lavorare, ma fu esentato dai servizi più umili. Sua madre – che col padre sono ex impiegati di banca, la Equitable - si mise a piangere appena venne a sapere del fatto. E non volle soldi dai genitori né da suo fratello, che viveva negli States.

EQUILIBRATO MA SOSPETTATO DI PROGRESSISMO- Insomma, il cardinale Tagle è una persona che conosce – e bene – la vita vera e i lavori umili. Non si atteggia a primadonna (dicono), non è dittatoriale. Lavora serenamente e si impegna a fondo, ecco tutto. E in virtù del suo passato e del suo modo di essere, potrebbe essere un buon Papa. Solo che ai tradizionalisti non piace, lo ritengono troppo progressista. Tra le sue uscite così pericolose quella al Sindodo dedicato all'Eucarestia nel 2005: è in quest'occasione che Tagle spacca l'assemblea con un intervento ben diverso rispetto a quello di un altro odierno papabile (e già allora): il cardinale Angelo Scola, che all'epoca dei fatti è ancora Patriarca di Venezia.

IL DIBATTITO CON SCOLA- Bene, Scola ha appena finito di dire, in tema di preti sposati, che sarebbe invece più corretto raggiungere una “più adeguata distribuzione del clero nel mondo”, mentre Tagle ribatte: “La prima domenica dopo la mia ordinazione sacerdotale ho detto nove Messe e questo è ordinaria amministrazione nelle Filippine. Bisogna affrontare il problema delle comunità di fedeli, che sono quasi sempre senza sacerdote”, e si schiera per una visione del celibato più flessibile. In quell'occasione aveva proposto studi sulla crisi delle vocazioni. Poi negli anni seguenti si è occupato di pedofilia nel clero, chiarendo la necessità di linee guida per la pastorale nelle Filippine e precisando che trasferire un prete pedofilo non è la risposta adeguata; lo è invece “mettere il prete pedofilo davanti alle sue responsabilità” e, se lascia il sacerdozio, “aiutarlo a iniziare una nuova vita”. Sulla morale sessuale Tagle si è opposto ad una legge che nelle Filippine permetterebbe alle coppie più povere l'accesso alla contraccezione. Ha le idee chiare sul Conclave: tra le sue prime uscite da vescovo vi fu questa: “Il Conclave non è una gara o un reality nel quale vince chi prende più voti dal pubblico”. Adesso potrà verificare di persona l'esattezza dell'affermazione. In bocca al lupo.

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