Il caso Marino e i notabili mediocri a disposizione... - Affaritaliani.it

Politica

Il caso Marino e i notabili mediocri a disposizione...

di Pietro Mancini

Al di là delle polemiche politiche nel Pd, nazionale e romano, il "caso Marino" evidenzia un altro aspetto, non meno rilevante. Dalla "società civile", sempre più spesso, salgono in politica quelle che sono state definite le "eccellenze mediocri". Lo abbiamo visto, qualche anno fa, con i professori, guidati da Mario Monti. "Personaggetti", direbbe don Vincenzo De Luca, che ascendono, molto più facilmente che in passato, le scale della politica, non carichi di prestigio, conquistato nei loro settori, ma desiderosi di imporsi in un "teatrino", ormai privo di protagonisti di prima qualità, come in passato.

Marino è stato imbarcato, pur essendo chiari, fin dai tempi della sua nomina a senatore del Pd, decisa, nel 2006, da Veltroni, i suoi limiti. Ignazio è riuscito a guadagnarsi un ruolo, in politica, pagandolo con la moneta, falsa, della sua appartenenza alla società civile d'élite. Una carriera, la sua, che era stata tutta svolta nel mare, mitologico, dell'eccellenza, ma sulla linea di galleggiamento della mediocrità. La vera questione, che il flop del Sindaco di Roma evidenzia, è che oggi la politica offre occasioni a quelli che Ernesto Galli della Loggia definì "i notabili a disposizione", che i partiti funzionanti non offrivano.

L'arrivo di Marino al Campidoglio è dipesa dal fallimento, oltre che del predecessore, Alemanno, della politica dei partiti e dei politici di professione. E, dunque, per il medico ligure, come per altri, ha contato non ciò che ha fatto, nel suo passato, bensì lo status di "persona in vista", circondata di rispetto-con qualche riserva, emersa già allora, sulle note spese, presentate all'Università di Pittsburgh-intervistato dai media, insomma "autorevole". Come altri notabili, Marino disse a Veltroni, prima delle elezioni politiche di 9 anni fa, e ai dirigenti del PD, 2 anni fa: "Voi mi dovete candidare, e farmi eleggere, non per ciò che penso o propongo (quasi sempre nulla) ma per ciò che sono, per il mio "rango". Che non deve essere, certo, riconosciuto da voi e dall'insignificante plebe degli elettori. Basta che lo facciano i miei pari. A voi, al massimo, non resta che sottoscrivere".

Il naufragio  di Marino e dei suoi sponsor ci ricorda Brecht, che fa dire al suo Galileo : "Beato il Paese, che non ha bisogno di eroi !". E noi aggiungiamo : beato il Paese in cui la politica democratica torni a funzionare. E non abbia più bisogno di medici, che accorrano al suo capezzale, nè di "notabili a disposizione"...

P.S: Ma cosa si pretende di più da Renzi sul caso Marino ? Il premier toscano, a differenza del Papa, ha evitato, perlomemo, che "Ignaro" si imbucasse nell'aereo presidenziale, che ha portato il successore di Letta in Sudamerica....