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Il commento/ La sinistra non esiste più

La vittoria di Renzi segna la fine della sinistra proletaria, ossia la sinistra che difendeva le classi più povere e meno abbienti della nostra società,  assicurando loro il lavoro e la tutela dei diritti fondamentali, difendendole dallo strapotere delle  classi più forti perché più ricche.
 
Il vecchio PCI degli operai e dei lavoratori  non esiste più, superato ormai da una sinistra che a parole si definisce tale,  ma che, in sostanza,  fa proprio il programma della  destra liberale, quella più retrò,  ingannando gli elettori.
 
E’ triste osservare i  lavoratori e le masse festeggiare quello che è, in realtà,  un  inganno, convinti che  finalmente le cose cambieranno. Chi hanno votato non è certo Berlinguer,  non è certo Togliatti ,  è solo Renzi,  che è inesorabilmente un liberale camuffato, vecchio stile , non al passo con il corso della storia,  il quale ama unicamente  il potere e utilizza stratagemmi davvero discutibili , come gli “ottanta” euro, che non si sa da dove provengono e con quale esborso e quali altri sacrifici da parte dei cittadini  saranno “coperti”.
 
Non esultiamo , quindi, noi che siamo il popolo!
 
Anzi, riprendiamo in mano le nostre sorti creando il nuovo , ciò che è veramente nuovo,  perché il divenire storico parla di un’esigenza ineludibile , quella di rileggere la realtà socio – politica e socio – economica perché il mondo è cambiato in seguito alla globalizzazione e, quindi , alla nascita di nuove esigenze.
 
E’ possibile,  partendo dalle macerie,  costruire una nuova democrazia , che pone al centro l’essere umano, la persona , la sua vita materiale e morale , e che guarda soprattutto  alla persona più indifesa (donne, uomini e bambini) e le  ridona i propri inesorabili diritti e il suo status di cittadino , ormai logorato dall’egoismo di una concezione della politica sorretta unicamente dal potere fine a se stesso .
 
Biagio Maimone