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Politica
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Antonio Ingroia sara' pubblico ministero ad Aosta. Lo ha deciso il plenum del Csm, con 19 voti favorevoli, zero contrari e sette astenuti. La decisione del plenum e' arrivata dopo un breve dibattito, nel corso del quale il presidente della terza commissione, Roberto Rossi, ha ritirato la delibera inizialmente proposta, che vedeva Ingroia destinato all'Ufficio giudiziario di Aosta ma con funzioni di giudice. All'esame del plenum, a quel punto, e' rimasta solo la proposta avanzata dai togati di Magistratura Indipendente, che sollecitavano il ricollocamento in ruolo dell'ex leader di Rivoluzione Civile ad Aosta, ma con funzioni di pm. Nella Procura valdostana, infatti, vi era un posto vacante mentre l'organico dei giudici al tribunale era al completo. Per questo, i voti del plenum sono convogliati su questa proposta, nonostante una circolare del Csm preveda il divieto, perche' rientra in Magistratura dopo un'aspettativa elettorale, di svolgere funzioni di pm. I problemi, rilevano a Palazzo dei Marescialli, sarebbero stati maggiori se si fosse applicata la circolare e inviato Ingroia ad Aosta come giudice in sovrannumero.

Un'audizione a Palazzo dei Marescialli incentrata proprio sul suo trasferimento ad Aosta. Questa la richiesta giunta oggi al Csm da Antonio Ingroia, che pero' non ha trovato spazio, visto che il plenum ha scelto di votare sul suo ricollocamento in ruolo, destinandolo alla procura valdostana. A dare notizia della lettera inviata da Ingroia al Comitato di presidenza dell'organo di autogoverno della Magistratura, e' stato il presidente della terza Commissione, Roberto Rossi, che ha spiegato al plenum che, a suo parere, da un punto di vista formale non era possibile un ritorno della pratica in commissione, ne' un'audizione davanti al plenum. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, dunque, ha registrato l'orientamento "negativo" dell'assemblea sulla richiesta di audizione di Ingroia e ha aperto il voto sul trasferimento del magistrato ad Aosta.

INGROIA - "C'e' poco da commentare. Il Csm ha fatto le sue scelte e le sue valutazioni. Io faro' le mie. Ha scartato ogni opportunita' affinche' venisse valorizzata la mia esperienza e professionalita' e ora faro' io le mie valutazioni e le mie scelte". Anche lasciare la magitratura? "C'e' anche questa in uno spettro molto ampio di possibilita'". Lo ha detto all'AGI l'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, "amareggiato" e "deluso" dopo la decisione del plenum del Csm di assegnarlo ad Aosta quale pubblico ministero "Se dopo 25 anni di esperienza e di impegno antimafia e per la magistratura, questo e' quanto mi viene riconosciuto e raccolgo - aggiunge Ingroia, al quale ieri la commissione del Csm aveva respinto la richiesta di essere collocato in aspettativa per assumere l'incarico di presidente di Riscossione Sicilia - vacilla la piena fiducia nella capacita' delle istituzioni di mettere a frutto le energie che ha a disposizione". Prosegue il leader di Rivoluzione civile: "Ritenevo poco utile e poco funzionale rispetto alla mia esperienza, l'assegnazione ad Aosta. Il fatto poi che sia stato assegnato nella funzione di pubblico ministero, dimostra che le regole non erano cosi' inflessibili e che qualche eccezione si poteva fare". Insomma, aumentano anziche' diminuire le perplessita' rispetto alle scelte del Csm. Adesso attendo che mi venga notificato il provvedimento per prendere a mente fredda le mie decisioni". Ieri il presidente della Regione Rosario Crocetta aveva confermato la designazione a presidente di Riscossione Sicilia: "Tocca a lui decidere", aveva detto il governatore.

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