A- A+
Politica

Di Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon*

L'accelerazione del segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, sulla legge elettorale ha finalmente fatto calare le carte perlomeno agli attori principali. Come dovrebbe funzionare, in particolare, il cosiddetto "Italicum" su cui sembra si sia trovato l'accordo?

FUNZIONAMENTO E DETTAGLI MANCANTI
Va in primo luogo detto che se la proposta approvata durante la direzione del PD di lunedì 20 gennaio 2013 contiene più informazioni di quelle circolate nei giorni precedenti, non è da sola sufficiente a essere trasformata in una legge elettorale. E, come si sa, il diavolo si nasconde fin troppo spesso nei dettagli.
Il modello di allocazione dei seggi ricorda molto da vicino quello dell'elezione del Sindaco, con un misto tra Comuni sopra e sotto i 15.000 abitanti. Nei Comuni piccoli, infatti, al candidato Sindaco vincente basta un voto in più del secondo per vincere e ottenere il premio di maggioranza (nell'Italicum, bisogna superare la soglia del 35 per cento); nei Comuni grandi, invece, se nessuno raggiunge la maggioranza assoluta, è necessario un secondo turno (come nell'Italicum in caso nessuno raggiunga la soglia del 35 per cento). Il premio di maggioranza è variabile: del 18 per cento se il primo partito (o coalizione) ottiene il 35 per cento, e poi decrescente, perché comunque anche al vincitore non possono essere assegnati più del 55 per cento dei seggi. Quando è necessario il secondo turno, al vincente è assegnato direttamente il 53 per cento dei seggi. Allocati i seggi al primo, dopo uno o due turni di votazioni, i restanti sono ridistribuiti su base puramente proporzionale all'interno di un collegio unico nazionale. Sono previste soglie di sbarramento esplicite del 5 per cento per i partiti che appartengono a una coalizione, dell'8 per cento per i partiti che corrono soli, e del 12 per cento per le coalizioni. La legge elettorale dei Sindaci non prevede soglie esplicite: tuttavia, il numero limitato di posti in Consiglio comunale, sommata all'elevato numero di liste concorrenti, induce soglie implicite non molto diverse da quelle proposte da Italicum. Ovviamente, nel nostro sistema parlamentare, la legge elettorale nazionale non può proporre alcuna elezione diretta del premier, se non una vaga indicazione come già avviene con l'attuale legge elettorale e come già avveniva con il Mattarellum.

L'ASSEGNAZIONE DEI SEGGI
E come verrebbero riempiti i posti in Parlamento, una volta distribuiti i seggi? Qui è dove il meccanismo è meno chiaro. Il collegio unico nazionale dovrebbe essere suddiviso in un numero di collegi corrispondenti alle province o più piccoli e a ognuno di questi collegi dovrebbero essere assegnati un certo numero di deputati (ipotizziamo, in base alla popolazione residente). Si tratta quindi di piccoli collegi plurinominali. Sulla scheda elettorale, ogni elettore dovrebbe trovare i partiti che corrono alle elezioni e una lista bloccata di candidati (ancora, ipotizziamo di lunghezza pari al numero di deputati assegnati a quel collegio). A seconda dei seggi assegnati a ogni partito su base nazionale, le cifre elettorali dei singoli collegi dovrebbero servire a determinare quanti dei candidati di quel collegio sono eletti. Con la possibilità ovviamente che un partito o lista risulti "vincente" a livello locale ma non veda eletto alcun candidato a livello nazionale (si pensi a un partito fortissimo a livello locale che però non è in grado di superare la soglia a livello nazionale).
 Sono infine previsti criteri per evitare le "liste civetta" (non specificati, ma forse nascosti nella previsione di impossibilità di apparentamento tra primo e secondo turno) e il riequilibrio dei generi (quest'ultimo, davvero misterioso: non si capisce nemmeno se si tratta di un riequilibrio necessario ex ante o addirittura ex post).

 L'ITALICUM E LA CONSULTA
La nuova legge elettorale supera i problemi d'incostituzionalità del Porcellum?  I punti sollevati dalla Corte sono sostanzialmente due: l'eccessivo premio di maggioranza, indipendente da una soglia minima, e l'impossibilità di riconoscere i candidati all'interno di liste troppo lunghe.
 Per quanto riguarda il primo punto, la proposta introduce una soglia minima, naturalmente arbitraria, pari al 35 per cento dei voti. Troppo poco? Forse sì, sia dal punto di vista politico, sia da quello costituzionale: un premio del 18 per cento dei seggi, nel caso scattasse, rappresenterebbe quasi il 50 per cento dei propri voti. Sarebbe quindi garantita la soglia minima, ma non sarebbe forse risolto il problema della "sproporzione" tra voti e premio. Evidentemente gli equilibri politici hanno spinto verso soglie difficilmente difendibili alla luce di altre considerazioni. Ma su questo bisogna anche essere chiari: o si opta per un sistema maggioritario o si devono accettare premi di maggioranza - anche elevati - per garantire governabilità all'interno di un sistema proporzionale. E vale la pena di ricordare che nei sistemi maggioritari le distorsioni tra seggi e voti possono essere anche peggiori di quelle indotte da sistemi proporzionali con premio di maggioranza.
 Per quanto riguarda invece le liste, in molti sembrano pensare che la possibilità di scrivere l'intera lista di nomi sulla scheda superi il problema d'incostituzionalità. È possibile, e così sembra in effetti essersi espressa la Corte, facendone un problema quantitativo (la lunghezza della lista), anche se non è chiaro quanto debba essere lunga la lista perché sia costituzionalmente accettabile . Tuttavia, l'escamotage appare più formale che sostanziale: resterebbe l'incertezza su quanti dei candidati potranno essere eletti, esattamente come avveniva con il Porcellum. E se non si elimina la possibilità di candidature multiple, di cui nulla si dice, il rischio di un parlamento di nominati resta sostanzialmente inalterato.

LE PROBLEMATICHE
Restano poi molti dubbi sul percorso. Implicitamente, la nuova legge scommette sul successo della riforma costituzionale , con la trasformazione del Senato in Camera non eletta e non legata a un rapporto di fiducia con il governo. Altrimenti, ci potrebbe essere il rischio di due camere, con due premi di maggioranza e due ballottaggi che conducono a vincitori diversi, un assurdo istituzionale. Ma per i processi diversi delle leggi ordinarie e di quelle costituzionali, la legge elettorale sarà necessariamente approvata prima dell'abolizione del senato; il rischio di un patatrac rimane dunque presente. Il punto più delicato è poi il riparto dei seggi a livello locale; se non verrà trovata una soluzione soddisfacente, il rischio di una riedizione dei problemi di carenza di accountability del Porcellum si riprodurranno tutti. Infine, pur sottolineando il successo dell'iniziativa di Renzi, fa un po' specie che i diversi interessi dei partiti finiscano ancora una volta per produrre una legge elettorale complicatissima, che non ha paragoni in Europa, con soglie diverse di sbarramento per i partiti (in coalizione o meno), con un turno unico che però può diventare a due turni per una questione di percentuali, con collegi piccoli, ma il cui voto può non essere sufficiente a determinare gli eletti etc. Se lo scopo della legge elettorale è anche quello di avvicinare i cittadini alla politica, aumentando la trasparenza nel rapporto tra eletto e elettore, questa proposta lo fallisce miseramente.

*Da Lavoce.info

Tags:
italicum

i più visti

casa, immobiliare
motori
Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio

Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.