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Politica
Il governo Draghi entra nel "mese caldo" delle nomine. Le partite aperte

Aprile, mese di nomine caldissime. Per il Governo Draghi ora 30 giorni di di decisioni e di nomine importanti, alcune decisive. Entro il 15 del mese è attesa la presentazione del Documento di economia e Finanza con le nuove previsioni sui conti pubblici italiani e sul pil e quindi sull'entità del nuovo scostamento di bilancio.

Queste risorse in deficit andranno a finanziare una nuova tranche di interventi di sostegno alle imprese da destinare ad un decreto legge, nuovi ristori compresi. Non c’è tempo da perdere per decine di migliaia di imprese medio-piccole. Si parla di 20 miliardi ma la Lega chiede molto di più. Non va dimenticato che la nomina di Giorgetti allo Sviluppo Economico (dicastero che da solo vale il 13% del Pil nazionale) avrà un suo peso decisivo proprio nelle prossime quattro settimane. 

Entro il 30 aprile poi il governo dovrà presentare il Piano di ripresa alla Commissione europea. 

E poi arriva un nuovo giro, intensissimo, di nomine. 518 incarichi in Consigli di amministrazione e collegi sindacali di 90 società legate al ministero dell'Economia.

Una partita importante per diversi “pesi massimi” come Cassa Depositi e Prestiti, Fs, Rai, Saipem, Leonardo. 

In tutto, le assemblee di bilancio dovranno rinnovare 115 organi sociali, di cui 74 consigli d’amministrazione e 41 collegi sindacali in 90 società, 342 consiglieri e 176 sindaci. 

È il caso di Cassa depositi e prestiti, affidata tre anni fa dal governo gialloverde all’amministratore delegato Fabrizio Palermo, ora in scadenza. La nomina è cruciale perché Cdp è attiva su molti fronti, da Autostrade (e qui la partita coi Benetton diventa decisiva) alla rete unica (la Cassa è azionista di Tim con il 9,8% ed è socia di Enel nel capitale di Open Fiber). SSempre Cdp detiene la partecipazione di controllo di Poste ed Eni (dove Claudio Descalzi, appena uscito indenne dal ‘NigeriaGate’, si aspetta una riconferma) 

Tra le società controllate direttamente dal ministero dell’Economia, l’infornata di nomine riguarda anche Enel e Leonardo, oltre che la Rai dove Salini viene dato per sicuro uscente. 

C’è poi il blocco delle società che erogano i servizi dello Stato come l’immobiliare pubblica Invimit, la società informatica Sogei (anagrafe tributaria), il Gestore dei servizi energetici (Gse), e ancora Trenitalia, Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Consap assicurazioni, che sono in sospeso da giugno.

Anas e Ferrovie sono al centro del progetto di ammodernamento delle infrastrutture italiane cruciale per il Pnrr. 

Per Draghi, dunque, scelte strategiche per l’Italia dei prossimi cinque anni. 

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    governo mario draghi nomine cassa depositi e prestiti invimit
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