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Politica
Il Jobs Act spacca gli italiani. La metà manderebbe a casa Renzi

Il governo Renzi ha incassato la fiducia al Senato sul Jobs Act, malgrado i fenomeni di dissenso maturati in questi giorni tra una parte degli esponenti del Pd. Adesso il provvedimento verrà sottoposto alla Camera, ove il governo gode di una ben più larga maggioranza (anche se, anche in questo contesto, si manifesteranno probabilmente dei malumori nella sinistra del Pd): ciononostante il presidente del Consiglio sta valutando la possibilità di chiedere nuovamente la fiducia. Ma, come avrebbero votato gli italiani se fossero stati al posto dei senatori? Avrebbero dato anch’essi la fiducia al governo?

La risposta a questo quesito non appare scontata. Da un verso, infatti, Renzi e il suo governo continuano a godere di un larghissimo consenso e di una vasta popolarità: e gli italiani, nella loro maggioranza, continuano a credere nell’esecutivo e a ritenere che stia agendo positivamente. Dall’altra parte, sono emerse diffuse perplessità nel merito del Jobs Act e, in particolare, della questione concernente la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In un sondaggio dall'Istituto Ispo Ricerche, effettuato qualche giorno fa, emergeva come poco meno della metà della popolazione (tra il 40 e il 50%, a seconda della formulazione del quesito) manifestasse molti dubbi sull’opportunità e, specialmente, sull’efficacia, anche in termini occupazionali, dei provvedimenti proposti dal governo.

Il conflitto appare particolarmente intenso nell’elettorato del Pd. È proprio in quest’ambito, infatti, che si sono manifestate le più diffuse perplessità sulla modifica dell’articolo 18. Ma, al tempo stesso, proprio tra gli elettori del Pd è maggiormente presente la tendenza a dare la fiducia al governo nel suo complesso, in modo che prosegua la sua azione.
Il risultato è che, di fronte al quesito se avrebbero dato la fiducia o meno al governo sul Jobs Act proposto dal governo Renzi, gli italiani si dividono in due: il 39% (con una accentuazione tra le persone meno giovani) dichiara che avrebbe votato a favore dell’esecutivo e una percentuale sostanzialmente identica (40%, ma la differenza dell’1% è ininfluente dato il margine di approssimazione statistico) afferma viceversa che si sarebbe schierata contro la fiducia. Molti, più di un italiano su cinque, sono però coloro che dichiarano di non sapere cosa avrebbero scelto. Ciò dipende prevalentemente dal disinteresse verso la politica e i suoi avvenimenti da parte di una fetta consistente di popolazione: non a caso, la risposta “non so” è più diffusa tra le categorie meno centrali, vale a dire coloro che posseggono un titolo di studio basso, specie tra le casalinghe.
Insomma, la fiducia al governo Renzi sul Jobs Act divide gli italiani, così come ha diviso i senatori.

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