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Politica
Corrado Passera (1)

Era il suo sogno e lo è ancora. Corrado Passera vorrebbe essere il leader di un proprio movimento politico. Ci pensava già da tempo, almeno da quando è stato scelto da Mario Monti come ministro dello Sviluppo economico. Dopo la fuoriuscita dalla Lista del Professore però si aprono nuovi scenari. Corrono voci nel Pdl secondo le quali l'ex banchiere potrebbe avere un ruolo di primo piano nel partito di Berlusconi dopo il voto del 24 e 25 febbraio. Ma facciamo un passo indietro.

Quando Mario Monti ha lanciato la sua formazione politica Passera ha aderito entusiasticamente, ma prima della presentazione delle liste ha fatto un passo indietro. Le motivazioni ufficiali sarebbero state l'assenza di una lista unitaria alla Camera, scelta fortemente voluta dal ministro, che si è invece scontrata con il no dei 'vecchi' partiti e di alcuni esponenti del governo. E poi il programma del Professore, troppo poco audace su alcuni punti. Ma la verità sarebbe un'altra. L'ex ad di Intesa San Paolo aveva mire ben più alte rispetto al ruolo che gli avevano ritagliato all'interno della Lista. Il suo scopo era quello di succedere a Monti dopo il prevedibile passo indietro del premier. Ma le sue ambizioni sono state disilluse dal niet di alcuni esponenti di primo piano della neonata formazione. Persone che non vedevano di buon occhio le aspirazioni del ministro giudicate 'troppo ambiziose' per una persona che, in fondo, al partito non ha portato né vosti né una rete sul territorio. A questo punto il banchiere avrebbe deciso che il gioco non valeva la candela.

Meglio aspettare e vedere quello che accadrà alle prossime elezioni, ha pensato Passera. Con quale scopo? Secondo alcuni l'ex numero uno di Intesa San Paolo vorrebbe sfruttare la situazione di instabilità per lanciare una propria formazione. Già pronto il programma, rintracciabile in una intervista al Wall Street Journal. Passera spiega quali sono le innovazioni necessarie. Il primo punto è la prosecuzione dei cambiamenti avviati nel mercato del lavoro, a partire da un sistema migliore per introdurre i giovani attraverso il praticantato. Questo era già uno degli obiettivi della recente riforma, ma "possiamo offrire più vantaggi fiscali alle compagnie, e piu’ addestramento sul lavoro". Secondo il ministro anche la dimensione e il funzionamento della pubblica amministrazione è un problema, ma il governo Monti non aveva abbastanza tempo per risolverlo: “Non puoi riformare l’amministrazione pubblica di un paese in dodici mesi. Lo puoi fare solo nel medio e lungo periodo. Non è una cosa che si può realizzare a pezzi. Dobbiamo ripensare l’intera macchina”. Passera conclude indicando come altre priorità del prossimo esecutivo una riforma fiscale pensata per incoraggiare gli investimenti, e l’iniezioni di più risorse nel sistema dell’istruzione.

Difficile però creare un nuovo partito dal nulla e soprattutto prendere i voti sufficienti a governare. La prospettiva, certo, sarebbe quella delle prossime elezioni (il governo che uscirà da quelle di febbraio, giurano in molti, non sarà longevo). Ecco allora l'idea di alcuni maggiorenti del Pdl (a conoscenza delle aspirazioni del ministro): chiedere a Passera di aderire al Popolo della Libertà per prendere il posto di Berlusconi, visto che Alfano, ripetono in molti, non ha il 'quid'. L'annuncio, se ci sarà, verrà dato solo ad urne chiuse, ma una prima idea potremmo farcela dal tenore delle dichiarazioni pubbliche del ministro.

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