Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Il pokerista Salvini chiama il piatto: “Porto la flat tax al prossimo Cdm”

Il pokerista Salvini chiama il piatto: “Porto la flat tax al prossimo Cdm”

Ecco che cosa c’è dietro l’annuncio del ministro dell’Interno

Il pokerista Salvini chiama il piatto: “Porto la flat tax al prossimo Cdm”
Conte salvini di maio ape
Matteo Salvini gioca a poker con i 5 Stelle. E chiama il piatto, come dicevano nel Dopoguerra, o va in ‘all-in’, come si dice oggi. All’ora di pranzo – pochi minuti dopo la sentenza di condanna del vice-ministro Edoardo Rixi – il leader leghista mostra il volto dialogante del Carroccio accettando…
Tav, Salvini: 80% piemontesi per il Sì, doveroso farla – “Se la quota di partecipazione europea, come sembra, aumentasse fino al 55% dell’importo, portando altre centinaia di milioni di euro al governo italiano, sarebbe evidente che qualsiasi ulteriore analisi costi benefici direbbe che e’ assolutamente utile, vantaggioso e doveroso completare questa opera che ha avuto nel voto europeo e regionale il via libera di piu’ dell’80% degli elettori piemontesi”. Lo sottolinea Matteo Salvini, in conferenza stampa in Senato.

Matteo Salvini gioca a poker con i 5 Stelle. E chiama il piatto, come dicevano nel Dopoguerra, o va in ‘all-in’, come si dice oggi. All’ora di pranzo – pochi minuti dopo la sentenza di condanna del vice-ministro Edoardo Rixi – il leader leghista mostra il volto dialogante del Carroccio accettando immediatamente le dimissioni del suo uomo (che erano già pronte da giorni in attesa del verdetto dei giudici) venendo così incontro alle richieste dei pentastellati e agendo coerentemente con quanto scritto nel contratto di governo. D’altronde non poteva certo aprire la crisi per difendere una persona condannata, anche se solo in primo grado, e non poteva nemmeno finire nell’angolo come accaduto con il caso Siri.

Passano tre ore e il ministro dell’Interno convoca una conferenza stampa a Palazzo Madama per svelare la mossa da pokerista. “Mi premurerò di portare la discussione sulla flat tax per imprese e famiglie nel prossimo Consiglio dei ministri, quando sarà convocato“. E nel caso in cui il concetto non fosse chiaro, dopo pochi minuti aggiunge e precisa che “per evitare che si dica che è la proposta della Lega, siccome è nel contratto di governo, è giusto che sia una proposta del governo. Giustamente sul caso Rixi sono usciti 37 parlamentari dei Cinquestelle richiamandomi al contratto di governo. Bene, sulla flat tax si applica il contratto di governo”.

Parole inequivocabili e molto esplicite che, oltre a cercare di coprire il caso Rixi per evitare nei tg di stasera e sui quotidiani di domani mattina titoli imbarazzanti per la Lega, dimostrano come il Carroccio intenda utilizzare il 34,33% ottenuto alle Europee per dettare l’agenda di governo appellandosi formalmente al contratto di governo (così come il M5S ha fatto chiedendo un secondo dopo la sentanza le dimissioni del viceministro alle Infrastrutture). Ufficialmente la Lega, come ha spiegato il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari ad Affaritaliani.it, afferma di non volere le elezioni e di puntare ad andare avanti con il governo Conte ma poi il vicepremier e ministro dell’Interno usa la forza elettorale per tentare di imporre agli alleati e al presidente del Consiglio le priorità di Via Bellerio.

L’attivismo dei leghisti è totale. Ieri si è svolta una riunione al Viminale per mettere a punto i dettagli della proposta sulla flat tax con tutti gli esperti economici (compreso Armando Siri), stamattina c’è stato un incontro con il ministro dell’Economia Giovanni Tria per illustrare lo choc fiscale al titolare di Via XX Settembre. Ed ecco oggi pomeriggio l’annuncio di Salvini: flat tax nel prossimo Cdm. La strategia della Lega è fin troppo palese: spingere sui propri temi che sono nel contratto, come promesso agli elettori, per capire se i 5 Stelle tengono o implodono. Non solo. Il vicepremier/ministro dell’Interno teme anche l’asse tra Quirinale-Conte-Di Maio per blindare l’esecutivo ed evitare a tutti i costi le elezioni a settembre e la probabile (numeri alla mano) nascita del governo sovranista Salvini-Meloni.
 

La Lega quindi cerca di evitare la melasse di democristiana memoria accelerando sulle proposte che potrebbero riaccendere le fibrillazioni nei pentastellati. La mossa è semplice: se il M5S accetta tutto si inchina a Salvini, se si mette di traverso torna ad essere il partito del ‘no’ e dà l’alibi al Carroccio per rompere accusando i partner di non aver rispettato il contratto. Il leader leghista chiama il piatto (o va in ‘all-in’). Aspettiamo il Cdm e vediamo se Salvini avrà il poker d’assi. Sempre che Conte e Di Maio non abbiano una scala reale