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Ilaria Salis, pignorato il conto corrente su cui riceve lo stipendio da eurodeputata. Il legale: “Non c’è stato nessun rifiuto di pagare”

Secondo quanto scrive Il Giornale, il conto corrente sarebbe stato pignorato per il mancato pagamento delle spese legali per la vicenda dei due ex collaboratori che aveva licenziato

Ilaria Salis, pignorato il conto corrente su cui riceve lo stipendio da eurodeputata. Il legale: “Non c’è stato nessun rifiuto di pagare”
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Ilarias Salis, pignorato il conto dell’eurodeputato: la ricostruzione de il Giornale

Il conto corrente dell’eurodeputata Ilaria Salis pignorato per il mancato pagamento delle spese legali per la vicenda dei due ex collaboratori che aveva licenziato. Lo scrive il Giornale che scrive di un pignoramento “presso terzi” del conto dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. La somma contestata sarebbe di circa 7 mila euro, secondo la ricostruzione del quotidiano. Il pignoramento riguarderebbe il conto sul quale confluiscono anche le somme percepite da Ilaria Salis come parlamentare europea.

“Prima licenzia, senza preavviso e senza giusta causa, due assistenti parlamentari che aveva assunto appena un anno fa: e viene condannata a risarcirli” con circa 300 mila euro – scrive Luca Fazzo sul quotidiano -. Adesso Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, ne combina un’altra: cerca di non pagare il risarcimento ai due, perde la causa, viene condannata a risarcire le spese legali. Non paga neanche quelle. Risultato: gli avvocati degli ex dipendenti hanno fatto scattare il pignoramento ‘presso terzi’ dei beni della Salis. Significa che a venire pignorato sarà il conto corrente bancario intestato” alla Salis, cioè “il conto dove approda anche lo stipendio da eurodeputata. Pochi spiccioli, circa 7mila euro”. Il processo principale, quello intentato contro l’eurodeputata dai suoi ex collaboratori Valentina Dadda e Francois Gelmetti, intanto va avanti per la sua strada. “In primo grado la Salis ha ricevuto una batosta: 150mila euro da risarcire a ciascuno dei due licenziati, ovvero la cifra che avrebbero percepito se fossero rimasti al suo servizio, come da accordi, fino alla fine del mandato parlamentare”, scrive Il Giornale.

“La Salis ha fatto appello, sostenendo di non avere mai saputo della causa intentata contro di lei, nonostante gli atti le fossero stati notificati nella sua residenza milanese”, riporta il quotidiano. “L’appello – si legge sul sito del quotidiano – è fissato per il mese prossimo. Ma intanto la Salis non è rimasta con le mani in mano: prima dell’estate ha avviato due procedimenti civili per bloccare l’esecuzione della sentenza e gli atti di precetto con cui i due ex potevano andare all’incasso. L’udienza si è tenuta (strano ma vero) in agosto, e all’euronorevole non è andata benissimo: respinte entrambe le richieste e condanna a risarcire le spese legali”.

Ilaria Salis, parla il suo avvocato: “Non c’è stato nessun rifiuto a pagare”

 “Non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell’onorevole. Nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza”. Così, in una nota, Gaspare Emanuele Trizzino, legale di Ilaria Salis, commenta la notizia, pubblicata da il Giornale, secondo la quale, dopo essere stata condannata a pagare circa 300mila euro a due ex collaboratori parlamentari, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis avrebbe visto pignorato il conto corrente dopo non aver pagato alcune spese legali.

L’avvocato spiega che “pur essendo titolare di un domicilio digitale regolarmente iscritto nell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD), Salis non ha ricevuto a tale indirizzo né l’atto di precetto né l’atto di pignoramento e, a tutt’oggi, non è a conoscenza dell’esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento. Al contrario, aveva incaricato i difensori di contattare le controparti al fine di proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute”.

L’avvocato Trizzino spiega poi che “è opportuno precisare che la condanna alle spese cui si riferisce il pignoramento è stata impugnata e sarà riesaminata dalla Corte d’Appello di Milano nel prossimo mese di ottobre”. “L’onorevole Salis non si è dunque mai sottratta alle proprie eventuali obbligazioni ed è disponibile – conclude il legale – a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto all’esito dei giudizi in corso, non appena le saranno comunicati l’importo e le coordinate necessarie al pagamento”. 

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