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Politica

Tensione altissima in maggioranza e soprattutto tra Pdl e governo. Enrico Letta media tra le diverse istanze e alla fine della giornata ricorda che le decisioni prese, in vista del Consiglio dei ministri, sono assolutamente in linea con il discorso per la fiducia alla Camera, fiducia votata da tutti i partiti di maggioranza. Per tutto il pomeriggio il premier è rimasto a palazzo Chigi per preparare il consiglio di venerdi'. Due ore e mezza di riunione con Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni ed Enrico Giovannini. Con loro anche il ministro delle politiche comunitarie Moavero Milanesi. La cruna dell'ago dalla quale passare, ha spiegato Saccomanni, sono i conti pubblici, l'Europa ha gli occhi puntati e i margini di intervento sono limitati. Sia Letta che Moavero, poi, hanno ricordato come la certezza di poter uscire dalla procedura di infrazione non giungerà prima del 29 maggio. Difficile allargare i cordoni della borsa prima di allora. In maggioranza pero' le istanze non sono convergenti: il Pd spinge per interventi sul lavoro, e oggi Epifani lo ha detto chiaro e tondo, il Pdl chiede interventi sull'Imu, ma soprattutto ne fa una questione di metodo: chiede che l'Italia batta i pugni sul tavolo e imponga all'Europa margini di manovra maggiori. Letta ha cercato di mediare, per "parlare a tutti gli azionisti di maggioranza del governo", mettendo all'ordine del giorno di venerdi' un solo decreto che intervenga sui due temi contemporaneamente e in modo egualmente emergenziale: dunque sospensione dell'Imu solo sulla prima casa da un lato e intervento tampone (si cerca di arrivare a 800 milioni) sulla Cig in deroga.

Una decisione che se e' stata letta con parziale soddisfazione dal Pd, con il cui segretario Letta si e' sentito telefonicamente, ha invece agitato e non poco i falchi del Pdl. Saccomanni è corso alla Camera, appena finita la riunione a palazzo Chigi, per parlare con Renato Brunetta, ma il Pdl ha convocato un vertice da Alfano chiedendo misure piu' incisive e avanzando soprattutto una questione di metodo: il governo deve avere maggiore attenzione alle istanze del partito di Berlusconi e deve fare la voce piu' grossa in Europa. Letta ha pero' ricordato al suo vicepremier e al Pdl che le misure che entreranno nel decreto di venerdi' sono ne' piu' ne' meno quelle che ha esposto durante il discorso sulla fiducia, e cioe' sospensione dell'Imu sulla prima casa, in attesa che si affronti tutta la fiscalita' sugli immobili (casa e imprese). Su questo discorso, ha ricordato Letta, il Pdl ha votato la fiducia non piu' tardi di venti giorni fa. E nel frattempo, come ha ricordato anche Saccomanni, i conti pubblici non sono certo migliorati, tanto che anche per la Cig, cara al Pd, i fondi non saranno certo il miliardo e due di cui parlano fonti Pdl ma circa gli 800 milioni necessari a quelle che Giovannini ha definito misure tampone. Il Pd non vede di buon occhio le fibrillazioni che il Pdl riversa sul governo. Intanto perche' il primo intervento sulla Cig e' ritenuto un primo passo, poi perche' ora i rapporti tra Letta ed Epifani sono di grande sintonia. Il premier, infatti, ha salutato con soddisfazione l'elezione di Epifani, che garantisce al Pd una guida solida, spoglia Letta del suo ruolo di vicesegretario consegnandogli quella centralita', in maggioranza, di cui ha bisogno per svolgere il suo ruolo di premier. Centralita', nel senso di ricerca di mediazione, che oggi ha cercato di esercitare per la preparazione del primo provvedimento dell'esecutivo. Nulla invece trapela da palazzo Chigi sulla polemica sulla giustizia. Il premier preferisce tacere per tenere fede alle decisioni di Spineto, di non uscire dal seminato dell'azione di governo e delle sue politiche. La giustizia, infatti, non fa parte del programma dei primi cento giorni, ha ricordato piu' volte ai suoi interlocutori, dunque non intende entrare nel dibattito, lascia che tutto resti nella dialettica parlamentare, deciso ad intervenire solo se si passasse nuovamente il segno come e' accaduto a Brescia.

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