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Iran, Tajani: “Rimpatriati oltre 20mila italiani”. Allarme Hormuz: “Oggi passate solo 2-3 navi, danni all’economia mondiale”

Il ministro degli Esteri fa il punto sulla crisi: evacuati oltre 20mila connazionali dall’inizio del conflitto. Lo Stretto di Hormuz quasi fermo e rischio contraccolpi globali

Iran, Tajani: “Rimpatriati oltre 20mila italiani”. Allarme Hormuz: “Oggi passate solo 2-3 navi, danni all’economia mondiale”
Antonio Tajani

La Farnesina trasferisce l’ambasciata da Teheran a Baku per sicurezza, mentre l’Europa lavora a una de-escalation diplomatica

L’Italia continua a far rientrare i propri cittadini dall’area del Golfo mentre cresce la preoccupazione per le ricadute economiche della crisi con l’Iran. Nel punto stampa alla Farnesina il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiornato il bilancio delle operazioni di rimpatrio e delineato lo scenario internazionale.

Il ministro ha spiegato che sono stati riportati in patria “oltre 20mila italiani” dall’inizio della crisi. Le operazioni proseguono in base alla disponibilità degli scali nella regione.

“La situazione è leggermente migliorata”, ha detto Tajani, aggiungendo che “continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare laddove vengono riaperti aeroporti”.

Hormuz quasi fermo: passano solo poche navi

La crisi rischia di avere effetti pesanti anche sull’economia globale, soprattutto per le tensioni nello Stretto di Hormuz. Tajani ha spiegato che non si tratta di una chiusura formale, ma la navigazione è di fatto quasi bloccata.

“Dallo Stretto di Hormuz sono passate oggi ‘due o tre navi’, lo Stretto si trova in uno stato di ‘chiusura sostanziale, non formale’”, ha detto il ministro. “Questo provocherà in prospettiva danni all’economia mondiale”.

Ambasciata spostata a Baku, ma rapporti con Teheran restano

Nel frattempo l’Italia ha deciso di spostare temporaneamente la propria rappresentanza diplomatica fuori dall’Iran per ragioni di sicurezza.

La nostra ambasciata presso l’Iran funzionerà da Baku, ho detto all’ambasciatore, che ho incontrato ieri sera, di prendere possesso dall’Azerbaigian per continuare a tenere i rapporti con l’Iran perché il nostro obiettivo è portare avanti la diplomazia”, ha spiegato Tajani.

“Non abbiamo chiuso l’ambasciata”, ha precisato, è “chiusa per ragioni di sicurezza, non perché abbiamo rotto le relazioni con l’Iran”.

Tajani: “L’Italia non è in guerra con nessuno”

Il ministro ha ribadito la posizione del governo italiano nel conflitto.

“Finora è stato l’Iran che ha attaccato un Paese europeo. Noi non abbiamo affatto attaccato l’Iran e abbiamo sempre ripetuto che l’Italia non è in guerra con nessuno”.

E ha aggiunto: “Abbiamo deciso di coordinare la nostra azione di difesa qualora ci fosse un attacco, insieme agli alleati europei”.

Mediazione difficile e guerra destinata a durare

Sul piano diplomatico, Tajani ha riferito che i tentativi di mediazione non sembrano destinati a produrre risultati immediati. Dopo un colloquio con il ministro degli Esteri dell’Oman, il titolare della Farnesina ha detto di essere “non molto ottimista sul poter intervenire in tempi rapidissimi per una mediazione”.

Secondo quanto riferito dal ministro, la linea di Washington e Israele resta chiara: “Quello che dicono pubblicamente, lo dicono anche nelle telefonate bilaterali. L’obiettivo e’ distruggere l’arsenale missilistico e l’arsenale nucleare, non vedo altri obiettivi da parte loro”.

Nel frattempo l’Europa prova a muoversi in modo coordinato per favorire una de-escalation e garantire la sicurezza nella regione.

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