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Politica

Botta e risposta a distanza tra il premier Matteo Renzi e il presidente del Senato, Pietro Grasso. Tema del 'contendere' le perplessita' sollevate dai tecnici di palazzo Madama sul decreto Irpef e, in particolare, sulle coperture delle norme sull'Irap. Ieri sera, Renzi - ospite di una trasmissione televisiva - aveva duramente attaccato il servizio studi del Senato, bollando le loro considerazioni come "false". "Hano detto delle cose false", ha scandito il presidente del Consiglio. Una accusa ribadita anche stamane. E' di oggi, invece, la replica della seconda carica dello Stato, che tiene a precisare: "Mi faccio assolutamente garante dell'autonomia e dell'indipendenza degli uffici di Palazzo Madama".

In particolare, ha aggiunto Grasso, "del servizio del bilancio che da 25 anni, nei confronti di tutti i governi, fornisce analisi finanziarie approfondendo con attenzione i dati che accompagnano tutti i provvedimenti legislativi, analisi che possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico, ma mai accuse di falsita' ne' sospetti di interessi corporativi o addirittura personali". Dall'opposizione si leva la voce critica del capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, che non lesina stilettate al premier, definendo la posizione assunta dal leader Pd un "fallo di reazione e di disperazione del presidente del Consiglio nei confronti del Senato della Repubblica. Con la coscienza sporca e senza scrupoli istituzionali".

Non solo, per Brunetta "per rispondere cosi', il presidente del Consiglio e' sull'orlo di una crisi di nervi, non sa quel che dice, insulta, provoca". Ma critiche al premier arrivano anche dal suo stesso partito. A prendere posizione e' Stefano Fassina: "Il servizio Bilancio del Senato, come il servizio corrispondente della Camera, e' un'istituzione di eccellenza, elevata professionalita' e indipendenza. Sono gravi i continui attacchi del presidente del Consiglio a una istituzione decisiva per l'autonomia del Parlamento". Per Fassina quelli di Renzi "sono attacchi portati, tra l'altro - sostiene - non sulla base di elementi di merito ma in riferimento a una presunta volonta' vendicativa da parte di una istituzione che, come sempre, si limita a fare professionalmente il suo lavoro".

 Il premier oggi ha poi affrontato la questione dei conti pubblici, dicendosi convinto che "le stime basse" per prudenza del governo "saranno smentite". Da Firenze, inoltre, il premier ha garantito che l'esecutivo "ripsettera' i vincoli di bilancio", pur chiedendo all'Ue che le regole siano cambiate, ha quindi difeso l'Europa, "e' la soluzione non la causa dei problemi", definendo "sconclusionato" chi predica la necessita' di uscire dall'euro. Insomma, per il premier "far crescere l'Italia non puo' passare per l'uscita dall'Europa". Infine, un passaggio sull'Expo, dopo gli arresti di ieri: "L'Expo e' un appuntamento importante che noi difenderemo e che sara' un successo per l'Italia".

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