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‘Italiani in Italia’ (da tutto il mondo). FdI: ecco come salvare il turismo

Parla Carlo Fidanza, responsabile Esteri di Fratelli d’Italia

‘Italiani in Italia’ (da tutto il mondo). FdI: ecco come salvare il turismo
Carlo Fidanza nuova foto

Carlo Fidanza, eurodeputato e responsabile Esteri di Fratelli d’Italia, segue da sempre il settore turistico. E proprio al turismo ha voluto dedicare la sua ultima proposta. Di che si tratta?
Il nostro turismo è particolarmente in sofferenza e il duo Conte-Franceschini ha di fatto abbandonato il settore. Tra gli operatori c’è sfiducia. Su una cosa siamo tutti d’accordo: chiedere agli italiani di “viaggiare italiano”. E per una volta non siamo soltanto noi di Fratelli d’Italia a dirlo.

Sembra una scelta quasi obbligata in tempo di restrizioni da Covid…
Per questo abbiamo pensato a un’iniziativa più ampia. “Viaggiare italiano” deve diventare una grande opportunità anche per milioni di italiani nel mondo. Si calcola che tra cittadini iscritti all’AIRE e oriundi di seconda e terza generazione siano più di 50 milioni in tutto il mondo. Pensate a quale bacino potenziale può rappresentare per il nostro turismo, soprattutto per destagionalizzare i mesi da ottobre ad aprile prossimi. Infatti noi pensiamo che questa campagna dovrebbe iniziare a fine settembre e concludersi simbolicamente il 17 marzo 2021, centosessantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Poi ad estenderla c’è sempre tempo.

Ma praticamente come dovrebbe funzionare?
Pensiamo ad una grande campagna promozionale rivolta ai nostri connazionali nel mondo.. “italiani in Italia”, da declinare nelle varie lingue dei paesi in cui risiedono. E soprattutto ad una forte scontistica per quanto riguarda i voli, i pernottamenti, l’accesso ai musei e agli altri luoghi di attrazione.. e un calendario di eventi dedicati. Il tutto contenuto in una speciale card che potrebbe essere commercializzata dai nostri consolati e dagli uffici Enit in giro per il mondo.

Lei crede davvero possa funzionare?
Servono idee nuove. Sarebbe un grande abbraccio patriottico che può diventare un importante volano per il turismo, accanto ai mercati tradizionali che ovviamente non vanno abbandonati e che necessitano di una grande operazione reputazionale per cancellare l’immagine dell’Italia come destinazione insicura a causa del virus. Oggi con tutte le prescrizioni che imponiamo ai nostri operatori, l’Italia invece è il posto più sicuro al mondo dove venire in vacanza.

E pensa che verrebbe ben accolta dai nostri connazionali all’estero?
Ne siamo convinti, ci stanno già arrivando messaggi di apprezzamento per la proposta da tanti italiani nel mondo. E non solo da loro. Anche gli operatori che abbiamo riunito lunedì in un partecipatissimo convegno a Roma dal titolo “Emergenza turismo” l’hanno accolta con favore.  Insieme al nostro responsabile Turismo Gianluca Caramanna e a quello degli Italiani nel Mondo Roberto Menia stiamo andando avanti sui dettagli. Ci piacerebbe che il governo almeno su questo ci ascoltasse.

Mi tolga una curiosità, come le è venuta questa idea?
Nel 2013 mi occupavo già di turismo al Parlamento Europeo e l’Irlanda lanciò un’iniziativa simile, che chiamarono “The Gathering”, dedicata ai milioni di irlandesi della diaspora. Una chiamata a raccolta in patria, direi ancora meglio una rimpatriata. Un’idea economica ma anche identitaria molto forte. Mi è piaciuta e da allora aspettavo il momento giusto per lanciarla. E il momento giusto è ora che il nostro turismo soffre e che qualcuno vuole abbattere le statue di Cristoforo Colombo. Ecco, noi siamo orgogliosi del nostro turismo, di Cristoforo Colombo e di chi sulle sue orme ha portato l’Italianità nel mondo.