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Politica
L'Italicum supera il primo scoglio. Ma spuntano i franchi tiratori


Tra polemiche, accordi contrastati, ingiurie, insulti e spintoni, l'Italicum approda nell'aula di Montecitorio per essere sottoposto all'esame della Camera. Poi supera lo scoglio delle pregiudiziali di costituzionalità e prosegue il proprio iter, sicuramente non facile, verso l'approvazione. Ma nonostante la maggioranza alla fine abbia mostrato di aver tenuto, nel voto segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità spuntano poco più di 20 franchi tiratori. Già, perché tabulati alla mano, sono tra i 21 e i 30 i deputati che, nel segreto dell'urna, hanno votato per bocciare la legge elettorale, in dissenso rispetto al proprio gruppo. Matteo Renzi, segretario del Pd, ha subito commentato: "Bene, abbiamo tenuto, ora avanti, si fa".

La Lega per protesta contro la maggioranza fa sapere di non voler partecipare alle votazioni di oggi. La novità la rende nota il capogruppo Giancarlo Giorgetti in solidarietà con Cristian Invernizzi (entrambi del Carroccio), "cui ieri è stato impedito di votare in commissione". Per stigmatizzare quanto accaduto, la Lega dice: "Non siamo in Corea del Nord". In risposta, la presidente della Camera, Laura Boldrini, dice che "del tema si occuperà l'ufficio di presidenza". Proprio stamani, infatti, la Lega aveva chiesto che la presidenza della Camera facesse ripetere il voto di ieri in commissione sul mandato al relatore sulla legge elettorale. Alla richiesta, presentata da Massimiliano Fedriga del Carroccio, si erano associati anche M5S, Fdi e Sel. Contrario alla ripetizione il Pd.

La Boldrini respinge la richiesta, non formalizzata, di far tornare in commissione la legge elettorale per la bagarre di ieri durante la votazione: "Il presidente della commissione, Francesco Paolo Sisto, ha attestato la regolarità del voto - è stata la spiegazione -. Se c'è una proposta di rinvio in commissione fatela e la mettiamo ai voti", ha detto rivolgendosi ai gruppi di opposizione che avevano sollevato la questione della regolarità. "Quanto alla corretteza, per me fa fede quanto ha detto il presidente. Lui ha attestato la presenza dei deputati e la regolarità del voto", ha insistito.

In netto dissenso con la bocciatura della richiesta, i deputati M5S abbandonano l'aula: "Non saremo mai complici di questo ennesimo scempio", dice Giuseppe Brescia. Dal canto suo, la presidente Boldrini si è detta "dispiaciuta". Ad abbandonare l'aula, poco dopo, anche Fratelli d'Italia.

Contestualmente, con un'unica votazione a scrutinio segreto, l'aula respinge le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione (e subito dopo respinge pure, con voto palese, la pregiudiziale di merito presentata dai grillini). Ciò significa che nel primo voto d'aula la maggioranza ha comunque 'tenuto' sull'accordo Pd-Fi e sottoscritto in commissione anche da Ncd: lo spettro dei 101 franchi tiratori che lo scorso anno fecero implodere la candidatura di Romano Prodi al Colle non ha mai smesso di generare tensione tra i democratici. Le pregiudiziali di Sel-M5S-FdI sono state bocciate a voto segreto con 351 no, 154 sì e 5 astensioni. Nel voto seguente, palese, la pregiudiziale di merito del M5S è stata respinta con 377 no, 120 sì e 14 astensioni.

Il partito di Angelino Alfano comunque, attraverso il capogruppo a Montecitorio, Enrico Costa, aveva chiesto che il testo non fosse "blindato". Le pregiudiziali delle opposizioni sono state votate anche dal Centro democratico, alleato con il Pd. Scelta civica, pur non votando i documenti delle opposizioni, ha mosso alcuni rilievi all'Italicum. Ma Renato balduzzi, in dissenso dal gruppo Sc, si è astenuto. Alle 14 ci sarà una conferenza dei capigruppo che deciderà sul prosieguo dell'esame della legge elettorale in assemblea per quanto riguarda gli emendamenti. Le altre votazioni dovrebbero essere rinviate a febbraio. Per assistere al primo voto in aula sulla legge elettorale c'era il governo al gran completo, tranne il premier Enrico Letta. Tra i ministri, da segnalare la presenza di Alfano.
 

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