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Politica
Italicum, aumentano i no. Renzi: "Ora si decide, non è Monopoli"


Area Riformista, la corrente di minoranza del Pd che nei giorni scorsi ha lanciato un appello per la modifica dell'Italicum, ha deciso: all'assemblea del gruppo del Pd di mercoledì sera voterà contro l'Italicum se il premier-segretario Matteo Renzi non aprirà alle modifiche richieste. La posizione da tenere poi in Aula verrà poi decisa successivamente. Tuttavia, gli esponenti di Area riformista in Commissione Affari costituzionali della Camera contrari all'Italicum chiederanno di essere sostituiti per evitare di votare in maniera difforme dalle indicazioni del gruppo. Lo ha riferito Matteo Mauri, a margine della riunione. "In Commissione - ha ricordato Mauri - la delegazione del gruppo deve riflettere la posizione ufficiale, mentre in Aula il discorso è diverso ed ogni deputato decide per proprio conto" per il principio dell'assenza del vincolo di mandato.
 
Da parte sua il premier Matteo Renzi conferma che "entro l'anno il grande processo di riforma del paese", riforma costituzionale, legge elettorale, fisco, pa, lavoro e giustizia, "sarà portato a compimento". E più tardi parlando all'inaugurazione del salone del Mobile a Milano, il presidente del Consiglio aggiunge: "L'iter delle riforme e dell'Italicum in particolare non è il Monopoli", "non si può ricominciare e tornare a Vicolo corto"."Ora si decide" assicura "dopo anni e mesi di dibattiti e discussioni".
 
Il fronte del no comprende anche Forza Italia, il cui direttivo ha deciso all'unanimità di respingere una legge elettorale "blindata" e di presentare "pochi, ma forti e determinati, emendamenti nei quali tutto il gruppo possa riconoscersi". In un tweet il capogruppo alla Camera Renato Brunetta sintetizza: "Direttivo unanime di Forza Italia Camera: no a Italicum blindato, ma premio a coalizione e entrata in vigore dopo riforma costituzionale".
 
Intanto spunta a sorpresa il "lodo Boccia". Il deputato democratico Francesco Boccia,  esponente della minoranza del partito, propone, infatti, una mediazione: approvare contestualmente, entro luglio, legge elettorale e riforme costituzionali per arrivare a una mediazione politica dentro al Pd che non provochi lacerazioni magari introducendo 'aggiustamenti' condivisi nei testi. "Chi dice di avere le idee chiare adesso- spiega- rischia il pregiudizio".
 
Mentre in commissione Affari costituzionali sono partite le audizioni sull'Italicum, il presidente della commissione Bilancio osserva: "Nel def è scritto che la riforma costituzionale si deve chiudere prima di luglio e la legge elettorale entro maggio. Magari se chiudiamo tutto entro luglio e facciamo un patto politico vero questo potrebbe aiutare tutti".
 
Boccia spiega che non si tratta "di rimandare l'approvazione del nuovo sistema di voto. Non si tratta- sottolinea- di altri due mesi per perdere tempo. Io voglio correre, da questo punto di vista sono d'accordo con Renzi ma facendo le cose che durano cinquant'anni e non cinque. Stiamo discutendo la legge elettorale e non un decreto qualsiasi. Stiamo parlando delle regole con cui funziona la nostra democrazia, della legge elettorale correlata alla riforma costituzionale".

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