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Politica

Disco verde in Aula al Senato alla fiducia sul Jobs act, con 166 sì, 112 no e un astenuto, su 280 presenti, 279 votanti e una maggioranza di 140. Il sì alla fiducia chiude l'iter parlamentare del ddl delega, che diventa così definitivo. Ora sarà il governo a emanare i relativi decreti delegati.

La votazione del Senato chiude una delle riforme chiave dell'esecutivo a guida Matteo Renzi su cui lo scontro con i sindacati è già stato decisamente aspro e che nel Pd ha contribuito ad acuire le divisioni già note. Stamani era stato il ministro Giuliano Poletti a porre in aula la questione di fiducia. Una volta approvato, è stato Francesco Nicodemo del Pd a twittare il risultato.

Dinanzi a ciò, la minoranza Pd aveva subito preso posizione e fatto sapere che avrebbe votato sì ma solo per "senso di responsabilità". Si tratta insomma di un via libera con riserva. Lo ha annunciato Federico Fornaro, parlando a nome di 27 senatori della minoranza dem, eccezion fatta per Corradino Mineo che si smarca.

"Abbiamo rilevato che il testo ha avuto alcuni miglioramenti - aveva spiegato Fornaro - pur rimanendo però tante criticità. Ma voteremo la fiducia anche con la consapevolezza che un comportamento diverso avrebbe determinato una crisi di governo. Perché il mancato voto alla fiducia ha un peso maggiore rispetto ad uscire dall'aula sul voto del provvedimento". Però, assicura, "saremo vigili sui decreti attuativi".

Questa, invece, la presa di posizione di Mineo: "Non voterò la fiducia sulla legge delega" perché "il governo sta abusando in modo grave di questo istituto - vale a dire la fiducia - e non la voterò per una questione di merito".

"Il Governo assegna un'importanza essenziale al lavoro. Su questo terreno si misura la capacita' del Governo di produrre il cambiamento" e "invertire la situazione di fatto che si è realizzata in questo lungo periodo di crisi che paese sta attraversando", aveva detto stamane nell'annunciare la richiesta della fiducia il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine della sua replica sul Jobs Act in Senato. "Siamo consapevoli", aveva aggiunto Poletti, "che si tratta di un passaggio difficile e pieno di tensioni, ma anche del fatto che su molti contenuti c'è condivisione".

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