“Sui compensi dei deputati e le indennita’ di carica noi del Movimento 5 stelle abbiamo commesso degli errori di valutazione dovuti all’inesperienza”. Lo afferma il vicepresidente dell’Ars Antonio Venturino, ex M5S, a margine di una conferenza stampa all’Ars per presentare un ddl sul precariato, rispondendo alle critiche ricevute da piu’ parti, nonche’ dai vertici del suo ex movimento alla sua decisione di non voler cedere parte degli emolumenti.
I deputati grillini percepirebbero al momento 2.500 euro al netto dei rimborsi, versando il resto dello stipendio in un fondo per il microcredito. Posizione, quella di Venturino, che gli e’ costata l’espulsione dal movimento. “Fino a marzo 2013 – ribadisce – ho rinunciato al 55% del mio compenso, ma lo scorso mese mi sono trovato in difficolta’. Cio’ che resta in tasca e’ davvero poco per affrontare l’attivita’ politica, ma ho sempre corrisposto la mia parte”. Venturino ha poi aggiunto: “Avevo proposto al mio ex movimento di recepire per primi all’Ars il decreto Monti che fissa a priori i tetti massimi degli stipendi dei parlamentari, ma la mia proposta e’ stata respinta”.

