Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » L’Italia discrimina i bambini delle scuole materne e le loro famiglie

L’Italia discrimina i bambini delle scuole materne e le loro famiglie

Incredibile, in molti casi niente pre e post scuola anche per l’anno scolastico 2021-2022

L’Italia discrimina i bambini delle scuole materne e le loro famiglie
bimbi asilo 800 2

Una discriminazione. Una scelta miope, frettolosa e rinunciataria. In molte scuole materne di tutta Italia – dalle grandi città come Milano a comuni medio-piccoli di provincia – è stato già annunciato alle famiglie che anche per l’anno scolastico 2021-2022 non verrà effettuato il servizio di pre e post scuola. Il motivo? Sono ancora in vigore le restrizioni decise dal Cts che vietano di mescolare le classi per la fascia 0-6 anni che per legge non indossa i dispositivi di protezione, ovvero le mascherine. La conseguenza è che molte amministrazioni comunali, alle prese con i soliti tagli e i soliti scarsi finanziamenti da Roma (nonostante gli ultimi provvedimenti del governo Draghi), alzano le braccia e si trincerano dietro l’impossibilità di trovare spazi sufficienti e personale per un servizio per il quale non consentito, come avviene ad esempio alla primaria, di creare gruppi di bambini di differenti classi.

Il risultato? Proprio nel momento in cui la politica si riempie la bocca di parole come ripartenza e uscita dalla pandemia, e quindi molti genitori tornano in ufficio o in fabbrica uscendo dallo smart working, viene negato in molti casi dallo Stato, inteso come l’insieme delle istituzioni centrali e locali, un servizio fondamentale soprattutto per i bambini più piccoli. Che, come forse con un piccolo sforzo potrebbero comprendere anche in Parlamento e al governo, non possono essere lasciati in casa da soli. Il tutto per non parlare dei casi particolari come i bambini DVA (diversamente abili) per i quali negare il pre e post scuola in molti frangenti procura un danno, a loro e alle loro famiglie, ancora più forte inaccettabile. Francamente, mentre si invitano i turisti italiani e stranieri a riempire le spiagge e i giovani a tornare perfino in discoteca e allo stadio, vietare già da giugno-luglio un servizio doveroso e fondamentale per molte famiglie e per i bambini delle materne appare a tutti gli effetti una scelta incomprensibile, sbagliata e che dovrebbe far riflettere tutte le istituzioni affinché trovino prima della ripartenza di settembre una soluzione.