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Politica

Preg.mo Direttore
Le elezioni sono finite e i bollori pre-elettorali
sono finalmente sbolliti di fronte ad un risultato forse imprevisto, ma sicuramente in grado di mettere in difficoltà anche una democrazia matura come penso sia la nostra.

Il PD ha commesso errori politici che hanno regalato queste elezioni all'incertezza; un vero statista avrebbe capito che una diversa leadership sarebbe stata in grado di garantire un risultato presumibilmente diverso ed invece di nascondersi dietro la legittimazione di primarie effettuate con meccanismi improntati a concentrare la partecipazione ai soli simpatizzanti del PD e non a tutta la società civile , avrebbe dovuto ricercare la vera "pietra filosofale" dei riformisti che probabilmente aveva adepti più verso il centro , centro-destra, grillini che non nell'estrema sinistra vendoliana. Ma è difficile passare per riformatori quando si lotta contro un Berlusconi che continua ad evocare i comunisti e guarda caso nel Pd c'è buona parte della classe dirigente ascrivibile o riconducibile a quel partito. Anche per questo forse  un vero statista avrebbe intuito che un cambio anche di persone sarebbe stato opportuno per riacquistare quella credibilità dei partiti a cui la  società anela. Invece ci si è giocati malissimo anche il successo  delle primarie, che, per quanto opinabili, hanno riscontrato un favore immenso anche da parte dei media creando aspettative, poi sopite, da parte del PD.

Monti invece ha deluso in parte per l'entrata in campo dopo proclami contraddittori in merito e suppongo per l'improbabile alleanza con i redivivi Casini e Fini , artefici di un tentativo di riscossa di un centro, secondo me necessario, ma troppo legato a vecchie logiche partitiche di scambio di poltrone e di poteri. E' mancata l'impronta della novità e la capacità di incarnare le vere istanze dei cittadini portando avanti una linea politica antitetica a quella sostenuta nell'ultimo anno, priva di prospettive immediate e soprattutto di speranza.

Berlusconi invece è un genio. Del male o del bene saranno le generazioni future e la storia a dirlo ma certo è che la sua entrata in campo ha rivitalizzato e dato concretezza all'azione di un PDL che si stava liquefacendo. Le prese di distanza dei vari Crosetto, La Russa Meloni, i mal di pancia di Alfano incapace di esprimere una leadership sempre saldamente in mano al Cavaliere, l'incredibile autogol di Santoro che ha dato il 'la' alla rimonta, la mossa da asso del poker di rimborso dell'IMU con assoluta incapacità del PD di ribattere o rilanciare ad un bluff di tal entità, hanno permesso al PDL un recupero "miracoloso" che ne' ha fatto la vera sorpresa della tornata elettorale. In tempi di pance vuote promettere l'illusione di riempirle almeno parzialmente è vincente.

In mezzo a questo marasma la vittoria di Grillo era facilmente  preventivabile. Non servono i servizi del Mago Otelma per prevedere l'ineluttabile. Ed è un ineluttabile pericoloso perché al di la della dignità dei singoli eletti è palese che non vi è da parte dei grillini nessuna conoscenza delle regole democratiche  a cui anche loro devono attenersi se vogliono governare. Non voglio parlare della scelta poco ortodossa di evitare il confronto giornalistico e non parlo neppure della mancanza di un Segretario Ufficiale legittimato democraticamente in grado di rappresentare il Movimento davanti a tutti e nel contraddittorio; parlo proprio della capacità di confrontarsi con gli altri Partiti pure loro espressione legittima di buona parte della popolazione e della capacità di entrare nelle istituzioni repubblicane  nei modi d'uso indispensabili per governare il Paese animati anche dalla volontà di cambiamento che però deve essere espressa e condivisa nei luoghi deputati dai padri fondatori e secondo le regole stabilite dalla Costituzione. Questo vale per tutti, grillini compresi .E data la gravità della situazione  e l'urgenza di addivenire in tempi certi a riforme condivise   il M5S ha l'obbligo di una assunzione di responsabilità che se non onorata porterà ad una ingovernabilità rovinosa ed a nuove elezioni col "porcellum" che potrebbero non essere così favorevoli al Movimento stesso.

Ed in tutto questo caos, come se non bastasse, sono ripartiti i processi a Silvio Berlusconi che confinato nel suo letto al San Raffaele prega i suoi di non effettuare manifestazioni "pro-domo sua" davanti al Tribunale perché rispettoso delle istituzioni repubblicane (chi amministra la giustizia non rientra palesemente nella fattispecie).
Da dove ricominciamo?

Stefano Bianchi

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