Certo che l’Italia di oggi ha bisogno dei migranti per l’Italia di domani.
Di una cosa non ha bisogno, delle manifestazioni ( rispettabilissime) a suon di magliette rosse buone soltanto per un certo mondo di sinistra. Un bacino di votanti che ha espresso, negli anni, una politica colpevole.
Colpevole di che?
Colpevole di aver aperto, con un intento solidale anche se comprensibile ma non realistico, le porte a tutti i migranti, per la maggior parte economici e non rifugiati, soffocati dalle organizzazioni criminali nordafricane.
Italia e migranti. Le colpe della vecchia politica
Colpevole per non aver saputo farsi valere in Europa rivendicando il diritto di non essere lasciata sola.
Colpevole di non aver riconosciuto che le due mani dell’uomo più ospitale al mondo hanno un limite che deve essere rispettato e compreso.
Come non condividere emotivamente l’appello di Papa Francesco sui doveri di accoglienza di ogni cristiano?.
Un po’ più difficile condividerlo razionalmente quando vedi le nostre stazioni, le nostre piazze , le periferie e quei centri di accoglienza a tempo indeterminato affollati da varia umanità che purtroppo, il più delle volte, poco c’entra con la condizione di rifugiato.
Non servono le magliette rosse ma la ridiscussione seria di trattati per noi terribilmente svantaggiosi.
L’Italia del Governo giallo-verde non ha chiuso né porti ne’ l’anima solidale ( infatti solo oggi sono arrivati oltre 100 migranti trasportati non da ONG ma da una nave militare) ha solo acceso una miccia contro l’ipocrisia di tutta Europa.
Italia e migranti. Realismo e non ‘finto buonismo’
Non serve riempire i telegiornali e i talk show delle stesse foto che girano da mesi di barconi e gommoni carichi di migranti in mare.
Serve realismo e capacità di farsi valere senza ‘finto buonismo’.
Certo che l’Italia ha bisogno di migranti, ma non di migranti che vadano a riempire le carceri già superaffollate.
Della popolazione carceraria, che ha superato le 50000 presenze, oltre il 34% è costituito da stranieri. La percentuale assume una dimensione ancora più significativa se si considera il numero degli stranieri rispetto agli italiani.
L’Italia non ha bisogno di migranti che abbiano come unica scelta di venire sfruttati per raccogliere pomodori e meloni a paghe da schiavi. Quelli che sono accolti qui da noi dovrebbero essere messi in condizione di essere tutelati. E per farlo bisogna poter contare su un numero adeguato e realistico.
L’Italia ha bisogno si di migranti ma nella misura in cui ha la capacità seria di gestirli, aiutarli, educarli ed integrarli.
Questa è la vera sfida a cui non servono magliette rosse, verdi o blu o facili scritte ‘io sono un migrante’ o campagne di quei radical chic sempre pronti a contribuire a voce, salvo assentarsi quando inizia il week end.
Italia e migranti. Non servono magliette rosse.
Ma da ultimo all’Italia che deve ripensare al suo modello del futuro serve obbligatoriamente pensare a come fermare l’emorragia di giovani italiani che se ne vanno, facendo ritornare, al contempo, le piccole e medie imprese ‘scappate’ negli ultimi 10 anni.
Secondo l’Istat ogni anno accogliamo dai paesi nordafricani 30000 persone ( senza stime sul loro livello di cultura) ma gli italiani che emigrano ( e la maggior parte sono giovani laureati sotto i 40 anni) sono quasi 120000.
E da ultimo, vale la pena ricordarlo, serve dare lavoro alla moltitudine di giovani italiani che non riescono a trovarlo a casa loro.
Ecco, forse di queste considerazioni, un Paese solidale come l’Italia, ha bisogno.
Non certo di magliette rosse.
