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Politica

 

papa 17 marzo 029

 

Continuano a susseguirsi negli aeroporti di Roma gli arrivi delle delegazioni da tutto il mondo per la Messa d'inaugurazione del Pontificato di papa Francesco, che avrà luogo domani a San Pietro.

Sono in tutto 150 le delegazioni attese domani per la cerimonia di inizio pontificato di Papa Francesco. Molti ne approfittano per incontri bilaterali, a Roma. E' il caso del primo vicepresidente cattolico della storia americana Joe Biden, atterrato a Roma domenica che è stato anche ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. La presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner è arrivata per pranzare.

I superiori generali dei francescani, Jose' Rodriguez Carballo, e dei gesuiti, Adolfo Nicolas, concelebreranno domani con il Papa, i cardinali presenti a Roma e i patriarchi orientali. Il superiore dei francescani e' infatti il presidente dell'Unione Superiori Generali e padre Nicolas ne e' vicepresidente ma, ha sottolineato il portavoce vaticano Federico Lombardi, la Compagnia di Gesu' e' particolarmente coinvolta essendo Papa Francesco un suo membro.

 

Poche ore prima dell'elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio la diplomazia argentina in Italia fece arrivare ai cardinali che si apprestavano al Conclave un dossier che aveva l'obiettivo di screditare colui che sarebbe di li' a poco diventato Papa Francesco. Lo riporta il quotidiano finanziario argentino El Cronista con una esclusiva siglata dal reporter Roman Lejtman, che ha avuto una "conferma" dell'esistenza del dossier da parte di fonti vaticane.

Le carte consegnate ai cardinali non contenevano nulla di nuovo bensi' erano un "rifrittume" di quanto pubblicato dal giornalista Horacio Verbitsky sulla presunta connivenza di Bergoglio con la dittatura militare argentina, responsabile di aver incarcerato e torturato per sei mesi due gesuiti ai quali l'allora capo della Compagnia di Gesu' revoco' l'incarico di assistere i poveri nei quartieri poveri. "Alla santa Sede", continua Lejtman, "assicurano che la falsa denuncia contro Bergoglio e' stata messa a punto da un argentino legato storicamente al peronismo, poi elaborata da un parlamentare legato alle organizzazioni dei diritti umani e fatta filtrare in Vaticano da un cardinale ben a conoscenza della spaccatura tra Papa Francesco e la presidente Cristina Fernandez de Kirchner". Ma ad avallarne l'importanza sono stati anche "i settori piu' conservatori della Curia, che tengono d'occhio Bergoglio perche' potrebbe indagare nella corruzione della Banca Vaticana e a espellere i prelati accusati di pedofilia".

 

L'ANELLO - Papa Francesco non ha voluto che l'Anello del Pescatore che portera' nel suo Pontificato sia d'oro. Sara' semplicemente d'argento dorato e riportera' l'immagine di San Pietro con le chiavi disegnata da Enrico Manfrini. Il portavoce padre Federico Lombardi ha raccontato ai giornalisti che al Papa erano stati sottoposti diversi possibili anelli, e ha scelto quello di Manfrini su suggerimento del cardinale Giovanni Battista Re che aveva l'anello realizzato da Manfrini per Paolo VI, conservato dal segretario del Papa Montini monsignor Macchi e poi da monsignor Malnati. Padre Lombardi ha anche precisato che Papa Francesco ricevera' lo stesso pallio con le croci rosse che fu imposto a Benedetto XVI nell'inaugurazione del 2005.

Prima della messa d'inaugurazione del Pontificato, domani alle 8,50 Papa Francesco compira' un lungo giro tra la folla, per consentire a tutti di vederlo e salutarlo. Ne ha dato notizia il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Non e' ancora chiaro, ha spiegato, se il giro sara' compiuto a bordo di una jeep o di una "papamobile".

 

GLI OSPITI - Altri sette capi di Stato sono attesi nelle prossime ore al Leonardo da Vinci. Si tratta dei presidenti di Portogallo, Anibal Cavaco Silva; Honduras, Porfirio Lobo Sosa; Paraguay, Federico Franco; Romania, Traian Basescu; Ungheria, Janios Ader; Lettonia, Andris Berzins e Liechtenstein, Alois Von Liechtenstein. In arrivo anche due vicepresidenti di Nicaragua e Camerun, Moises Hallesleve e Lucayang; un ex capo di Stato, l'australiano William Deane; due capi di Governo del Kosovo e dell'Estonia, Hashim Thaci e Andrus Ansip, e i presidenti del Parlamento europeo e di quello bielorusso, Martin Schulz e Anatoly Rubinov. A completare il quadro degli arrivi in programma a Fiumicino, anche ministri e viceministri degli Esteri di vari Paesi europei, sudamericani e africani. Oltre a loro, anche ambasciatori, patriarchi e altre personalita' religiose. A Ciampino, invece, e' previsto l'arrivo, tra gli altri, della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso e dei primi ministri di Francia e Spagna, Jean-Marc Ayrault e Mariano Rajoy.

Robert Gabriel Mugabe, presidente dello Zimbabwe, e' a Roma per partecipare domani alla messa per la solenne inaugurazione del pontificato di papa Francesco. Il capo di Stato del Paese africano e' giunto all'aeroporto di Fiumicino alle 7 con un volo speciale dell'Air Zimbabwe proveniente da Harare. Folta la delegazione, tra funzionari ministeriali e guardie del corpo, al seguito del controverso dittatore africano, che ha il divieto di viaggiare e transitare in Europa fatta eccezione per gli "obblighi religiosi". In abito grigio, cappotto dello stesso colore e un mazzetto di fiori stretto nella mano sinistra, il 'padre padrone' dello Zimbabwe, considerata persona non gradita a Usa e Ue e soggetto a sanzioni, dopo la discesa dall'aereo e' transitato in aeroporto attraverso il 'cerimoniale di Stato', area riservata al passaggio delle personalita' politiche e religiose.

I musulmani italiani rivolgono i loro "auguri a Francesco, vescovo di Roma e Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa". "Nel profondo e sentito rispetto che ha sempre contraddistinto l'Unione delle Comunita' e Organizzazioni Islamiche in Italia nei suoi rapporti con tutte le Istituzioni religiose - si legge in un messaggio indirizzato a Papa Francesco - siamo ad esprimerle, Santita', unitamente ai sensi della nostra stima e apprezzamento, i nostri sinceri auguri per la missione cui e' stato chiamato". Secondo l'Ucoii, "il dialogo tra i seguaci di Abramo che rappresentano oltre la meta' dell'umanita' e' un dovere e una pressante necessita'". "Non ci sembra infatti visionario - scrive dunque la sigla piu' rappresentativa dell'Islam in Italia nel messaggio a Papa Francesco - percepire in questa fase storica un momento di svolta epocale. Un'ecologia delle coscienze e' ormai imprescindibile per ridare ai popoli e agli individui una nuova speranza, che non contempli mai piu' la guerra e la violenza come catalizzatore di una palingenesi virtuosa". "Ad un mondo attento sempre piu' alla quantita', teso all'incosciente crescita materiale e pertanto sempre piu' indifferente alla spiritualita', alla giustizia e alla misericordia per gli ultimi, vorremmo contrapporre - afferma il messaggio - un nuovo umanesimo delle coscienze, dell'impegno solidale, della testimonianza alta della fede". "Siamo certi Santita' - conclude infine il messaggio a Papa Francesco - che vorra' continuare il percorso iniziato e confermato ad Assisi dai suoi eminenti predecessori. Su questa strada ci trovera' solidali e operosamente collaboranti. Iddio La sostenga e La guidi sempre".

PAPA: KIRCHNER, CHIESTO DI INTERCEDERE PER DIALOGO SU MALVINAS
La presidente dell'Argentina, Cristina Kirchner, ha chiesto a Papa Francesco I di favorire il dialogo tra Buenos Aires e Londra sul conteso arcipelago delle Malvinas (le isole Falkland per la Gran Bretagna). "Ho chiesto al Santo Padre di intercedere per evitare un problema che puo' sorgere dalla militarizzazione britannica dell'Atlantico del sud", ha riferito la Kirchner in una conferenza stampa al termine dell'udienza. Nonostante la breve guerra combattuta e persa con la Gran Bretagna nel 1982, l'Argentina continua a rivendicare la sovranita' sull'arcipelago.

La Kirchner ha spiegato di aver chiesto l'intercessione del Papa forte di un precedente, la mediazione promossa da Giovanni Paolo II che nel 1978 scongiuro' una guerra tra Argentina e Cile. In quel caso i due Paesi vicini furono sull'orlo di un conflitto per una vecchia disputa sul tracciato del canale di Beagle e sulla sovranita' di alcune isolette disabitate e fu decisiva, ha ricordato la presidente argentina, la mediazione di Papa Wojtyla "attraverso il suo rappresentante, il cardinale Antonio Samore'". Grazie a quell'intervento "i due Paesi sono riusciti ad avvicinarsi", ha sottolineato la Kirchner. Recentemente, in risposta alle nuove rivendicazioni argentine nel trentennale del conflitto, la Gran Bretagna ha spedito nelle Falkland una nave da guerra, la Hms Dauntless, attirandosi l'accusa di "neocolonialismo" della Kirchner. Buenos Aires aveva gia' espresso l'intenzione di coinvolgere l'Onu nella disputa sull'arcipelago conteso, porta d'accesso verso l'Antartico e ricco di giacimenti petroliferi scoperti dopo le recenti trivellazioni britanniche.

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