Ieri il governo aveva deciso di porre la fiducia sul decreto legge sugli Enti locali, che contiene, nella loro terza versione, le norme legate al cosiddetto “salva Roma”. Una decisione maturate dopo le complicazioni nella gestazione del provvedimento quando le modifiche tecniche annunciate dal governo sono passate da “quattro-cinque” a undici. A quel punto il capogruppo Pd in commissione Finanze, Marco Causi, ha sollecitato una “valutazione politica” sugli emendamenti al testo proposti dall’esecutivo. Le decisioe della di porre la fiducia si spiega, però, con la necessita di convertire il testo entro il 5 maggio.
“Il decreto sulle misure urgenti per gli enti locali italiani, che contiene anche le norme su Roma capitale, conclude oggi il suo iter con il voto di fiducia alla Camera dei deputati. Dopo tre settimane di lavoro in commissione, oltre 400 voti sugli emendamenti e l’esame di molteplici problematiche emergenziali degli enti locali, il provvedimento vede finalmente la luce, dopo che, per ben due volte,
era decaduto a seguito della prima lettura al Senato” ha detto il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini sottolineando che “nessun euro graverà sul bilancio dello Stato”.
