Seconda serata de La Piazza 2026, la nona edizione de “La Piazza – Il Bene Comune” a Ceglie Messapica. Sul palco Angelo Contessa, presidente di ANCE Brindisi, intervistato dal direttore di Affaritaliani Marco Scotti sui cantieri del PNRR, sullo sviluppo turistico della Puglia e sul lavoro per la copertura dello stadio Via del Mare di Lecce.
Contessa: “Boom turistico, ma l’accoglienza non si può fare con i B&B”
“È un momento di grande paura e, allo stesso tempo, di speranza. Ormai siamo alla fine del PNRR, in questi giorni a livello governativo stanno facendo i conti e la speranza è che tutti i target siano raggiunti”, spiega Contessa parlando della situazione del settore delle costruzioni. “Questa stagione del PNRR è stata molto frenetica, tutti a correre, perché in Italia non siamo abituati a programmare. Raramente si riesce a comprendere che ogni opera, pubblica o privata, ha bisogno di una tempistica. Poi bisogna rispettare i turni di lavoro, c’è un problema di qualità del lavoro: non si può fare sempre tutto di corsa”.
Per il presidente di ANCE Brindisi resta centrale anche il tema della certezza delle regole per chi investe: “Si parla sempre di pubblico-privato, di project financing, ma il partenariato pubblico-privato al momento è praticamente bloccato. Dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sul diritto di prelazione, voglio vedere chi investe oggi nel partenariato pubblico-privato, che già di per sé ha una sua complessità, senza avere certezza del diritto. Questo vale tanto nei lavori pubblici quanto negli investimenti privati”. Sul boom turistico della Puglia, Contessa mette l’accento sulla carenza di strutture: “Noi abbiamo un boom turistico ma non abbiamo accoglienza, perché l’accoglienza non si può fare con i B&B, lo dico in maniera chiara. I B&B sono stati un sostituto della mancanza di strutture. L’esempio più eclatante lo abbiamo avuto con i Giochi del Mediterraneo. Non puoi fare grandi eventi se non hai dove far dormire 5mila persone. I B&B possono essere un sostituto, possono aiutare, ma a noi manca la pianificazione”.
“Senza urbanistica non c’è pianificazione e senza pianificazione non ci sono investimenti”
Contessa insiste sulla necessità di una programmazione urbanistica: “In questa regione, ma un po’ in tutta Italia, è mancata completamente l’urbanistica. Il coordinamento regionale, l’indirizzo regionale, è fondamentale per la realizzazione dei grandi centri e degli investimenti. Altrimenti succede che si va in deroga, si rincorre l’azienda, ma non si può andare in deroga alle leggi dello Stato, perché poi subentrano i tribunali amministrativi e tutto quello che conosciamo. Ben venga quindi una messa in ordine a livello regionale. Senza urbanistica non c’è pianificazione, senza pianificazione non ci sono investimenti. Chi investe sul territorio deve avere certezza”.
Il problema, secondo Contessa, riguarda più in generale la chiarezza delle norme: “Per fare in Italia qualsiasi investimento devi andare a interpretare la norma. La norma non è chiara”.
Lecce, stadio Via del Mare, Contessa: “Lo stadio è la casa dei tifosi del Lecce”
Nel confronto spazio anche ai lavori per la copertura dello stadio Via del Mare di Lecce. “Lo stadio del Lecce non è uno stadio, è la casa dei tifosi del Lecce. E questo è un particolare importante”, afferma Contessa.
“Come abbiamo fatto? Io dello stare insieme ho fatto un mestiere. Oltre a fare il costruttore, ho costituito un Consorzio Stabile: al momento ci sono all’interno 140 imprese, con diverse specializzazioni, diverse tipologie e diversi volumi di fatturato. C’è l’azienda che fattura 300mila euro e quella che fattura 50 milioni di euro. Questo ci consente di avere a disposizione più specializzazioni”.
Alla base del lavoro, sottolinea, c’è stata anche “la voglia di rivalsa delle imprese del Sud, perché molti pensano che noi possiamo lavorare solo entro i nostri confini. No, noi siamo capaci. Tutti si sono sentiti coinvolti e i tifosi ci hanno dato un grande sostegno”.
Contessa rivendica poi l’impegno delle maestranze impegnate nel cantiere anche durante le giornate più calde: “Si è lavorato a 40 gradi. Noi siamo intervenuti con il buon senso e con il rispetto della persona umana, con acqua fredda, ghiaccio e integratori. Voglio dire grazie a tutti i lavoratori, perché le opere si fanno con i lavoratori che stanno in cantiere, al caldo e al freddo. Non esistono cantieri con l’aria condizionata. Loro si sono sentiti rispettati, ci stavano le competenze. Noi come squadra abbiamo messo a disposizione undici ingegneri. Per noi era importante raggiungere l’obiettivo e far giocare il Lecce in casa. Quella è stata la vera scommessa. Non è stato un miracolo, è stata una scommessa: l’abbiamo voluta”.


