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La violenza di Renzi contro i burocrati

La violenza di Renzi contro i burocrati
renzi
E’ stato ripreso con enfasi da tutta la stampa quanto ha dichiarato Matteo Renzi nel suo discorso al Salone del Mobile di Milano : ci sarà una violenta lotta alla burocrazia per rilanciare le imprese…
La violenza di Renzi contro i burocrati

di Fausto Lupetti

E’ stato ripreso con enfasi da tutta la stampa quanto ha dichiarato Matteo Renzi nel suo discorso al Salone del Mobile di Milano: ci sarà “una violenta lotta alla burocrazia per rilanciare le imprese e l’economia”. Dopo l’annuncio della lotta alla burocrazia sottolineare che essa sarà violenta è la fase del passaggio dall’annuncio alla rappresentazione, uno stadio successivo e avanzato della comunicazione. Significa che Renzi ci svela e racconta lo svolgersi degli eventi e se ci sarà violenza vuol dire che “scorrerà del sangue”.

 Nell’epoca del web la rappresentazione sia essa visiva nell’immagine o letteraria è istantaneamente consumata come partecipazione, come fruizione che appaga i sensi, soddisfa il desiderio ed è credibile perché gratuita . Dunque la rappresentazione sta all’annuncio come la pornografia al desiderio di sesso. E provoca nei cittadini vessati un certo godimento la rappresentazione di poter sconfiggere finalmente l’odiata incomprensibile burocrazia che ci ruba il tempo, che ci rallenta e ostacola e fa fallire l’iniziativa.

Dunque la rappresentazione che ci ha offerto Renzi a Milano è musica per le orecchie di tutti coloro che si sentono figli della rivoluzione francese e di una democrazia repubblicana che decide , piuttosto che una democrazia perfetta nelle mani dei poteri di interdizione della burocrazia e il brigantaggio di passo. Il problema è che ogni rappresentazione del cambiamento avvicina il momento dell’atteso risultato più di quanto lo sia l’annuncio. Noi tutti sappiamo che i cambiamenti veri sono avvenuti con una grande partecipazione di popolo, perfino con il fascismo è avvenuto. Aspettiamo fiduciosi dunque che Matteo Renzi ci chiami nelle piazze siano esse della rete e del web che fatte di sampietrini purché siano piazze, perché se questo non avviene e non ci sarà partecipazione di popolo non se ne farà niente. E ci dobbiamo accontentare della pornografia politica.